lunedì 7 gennaio 2013

Elezioni, Pd: per i socialisti non c’è più spazio. Rometti: «Se è così riconsidereremo le nostre scelte»

di Ivano Porfiri

 

Nella vita niente è sicuro tranne la morte, figuriamoci in politica. A due giorni dalla chiusura delle liste del Pd per le elezioni, i posti sono sempre meno rispetto agli appetiti crescenti, alle recriminazioni. E a rischiare fortemente ora è uno che, fino a adesso, nessuno aveva mai messo in discussione nelle previsioni: l’assessore socialista Silvano Rometti. Il diktat viene da Roma, direttamente dalla segreteria nazionale: per il Psi solo 6 posti, di cui tre «esterni». Ergo, niente spazio ai territori. E a questo Rometti non ci sta: «Se non viene riconosciuta la nostra dignità, a questo punto riconsidereremo il ruolo politico tenuto finora in questa regione». E per il Pd umbro, dopo la tregua interna rischia di aprirsi un altro fronte.

Il quadro La brutta notizia l’ha portata Nencini alla segreteria nazionale: nonostante gli accordi dal Pd ci danno sei posti in tutta Italia, di cui tre riservati a donne ed «esterni» (di cui uno già assegnato a Pia Locatelli). Gli altri tre destinati allo stesso Nencini, al suo vice Marco Di Lello e al tesoriere nazionale Oreste Pastorelli. Nencini, in quel frangente, avrebbe definito «umiliante» la proposta che azzera le candidature dai territori, tra cui quella in Umbria, proponendo di rifiutare la candidatura. Idea, però, respinta dalla segreteria. Si continua a trattare ma i nervi sono tesi.

Assolutamente inaccettabile «Se queste indicazioni nazionali dovessero essere rispettate – spiega Rometti a Umbria24 – l’Umbria rischia di rimanere penalizzata. Significherebbe che il Pd decide di privilegiare le proprie questioni interne, l’appagamento delle correnti, l’allungamento delle liste delle primarie rispetto all’accordo con una forza politica seria e leale, che fin dall’inizio ha sostenuto il progetto politico di Bersani». Tutto questo, per Rometti e i socialisti umbri sarebbe «assolutamente inaccettabile« perché «qui non conta più il sostegno all’azione di governo diffusa ma altre logiche stimolate da una legge elettorale verticistica».

Dignità va riconosciuta Il Psi ne fa una questione di principio. «Anzi – puntualizza Rometti – di dignità politica, che viene prima delle giunte e delle maggioranze. Oggi il Pd ha 212 deputati, se vince ne avrà 340: nei 120 parlamentari in più non trovare 9 posti per noi è incredibile. Anche considerando che noi avessimo l’1% sarebbero, su 900 parlamentari, comunque 9 posti, gli stessi avuti dai Radicali che fra l’altro non ci saranno più. E l’accordo era questo».

Riconsiderare linea politica In questa situazione secondo Rometti «il Pd regionale sembra essere consapevole del nostro ruolo, da loro mai ci sono stati posti ostacoli. Però ora le logiche nazionali rischiano di penalizzarci nell’unica regione dove siamo veramente determinanti per tante giunte». Ripercussioni? «Beh, se davvero non ci si riconoscerà la dignità di una rappresentanza parlamentare sarà difficile continuare a tenere la linea tenuta in questi anni nel centrosinistra. Si badi bene, non è una minaccia ma bisognerà riconsiderare un po’ tutto nell’azione politica. Di certo, la nostra base non capirebbe».

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