domenica 26 luglio 2020

FINALMENTE PRENDE VITA ANCHE NELLE MARCHE : HANNO PERSO IL PELO MA NON IL VIZIO !


"Gira sul Web da oggi, quanto sotto riportato ; PRATICAMENTE COSTORO HANNO PERSO IL PELO MA NON IL VIZIO..... Naturalmente ci riferiamo in particolare ai protagonisti di sempre, che continuano a definirsi Socialisti, specializzati nella distruzione totale di una prestigiosa e gloriosa storia iniziata nel 1892. "
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FINALMENTE PRENDE VITA ANCHE NELLE MARCHE (DOPO TOSCANA, VENETO E LIGURIA) L’ALLEANZA, PER LE ELEZIONI REGIONALI, TRA ITALIA VIVA, PSI E DEMOS. IL SIMBOLO CONTERRÀ I TRE LOGHI. DA DOMANI SI LAVORA SUL PROGRAMMA (PRIORITÀ: SVOLTA CONCRETA SU SANITÀ E RICOSTRUZIONE TERREMOTO) E SULLA COMPOSIZIONE DELLE LISTE. NEL FINE SETTIMANA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE UFFICIALE PRESENTI I DIRIGENTI NAZIONALI. LO STESSO SIMBOLO ANCHE PER LE COMUNALI DI MACERATA DOVE ESISTE DA TEMPO IL GRUPPO CONSILIARE PSI- ITALIA VIVA . UN RINGRAZIAMENTO AL COMPAGNO On.ORESTE PASTORELLI, COMMISSARIO DEL PSI REGIONALE, CHE HA LAVORATO PER UNIRE IL PARTITO SU QUESTA POSIZIONE POLITICA. QUELLO CHE SEMBRAVA IMPOSSIBILE ADESSO È REALTÀ! SI È EVITATO CHE IL PARTITO SCOMPARISSE IN LISTE ANONIME, SENZA SIMBOLI ED IDENTITÀ O CON IDENTITÀ LONTANE DALLA NOSTRA! 
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FINALMENTE PER CHI ?

Quale Unita' socialista si sarebbe attuata ? Quella delle politiche neo - liberiste di Italia Viva, condite dal Jobs Act e la deforma costituzionale di Renziana e Nenciniana Memoria ? Poi come capita nelle migliori FALSE TRADIZIONI FAMILIARI , sempre gli stessi porotagonisti in prima fila a Commemorare il COMPAGNO GIACOMO BRODOLINI (padre dello statuto dei lavoratori, l'esatto contrario del JOBS ACT) al cimitero di Recanati, il giorno del 51° anniversario della morte, senza nessuna vergogna. Una piccola parentesi su "I DEMOS", terzo movimento aggiunto di chiara ispirazione centrista / conservatrice, con uno stile del tutto personale di una singola persona oggi presente solamente nel comune di Civitanova Marche.

DA DOMANI SI LAVORA SUL PROGRAMMA, QUALE ? 

IL terremoto 2016 ?  Nessuno dei tre raggruppamenti dopo quattro anni si e' mai interessato delle vere problematiche del terremoto, non ne sanno nulla e tantomeno da dove cominciare. (solo fumo negli occhi) Unica cosa portata avanti dai soliti protagonisti e' il tesseramento, a costo zero per le zone del cratere su  indicazioni del partito nazionale....
La sanita ? Si e' persa una occasione importante dopo una battaglia vera e legittima contro il covid center di Civitanova Marche ; praticamente prima si e' combattuto CERISCIOLI poi ci si allea o meglio si va a fare il cespuglio compiacente della continuita di Ceriscioli..."MANGIALARDI"  Buon Lavoro !

ANCHE PER LE COMUNALI DI MACERATA DOVE ESISTE DA TEMPO IL GRUPPO CONSILIARE PSI - ITALIA VIVA . QUALE GRUPPO CONSILIARE ?

A macerta non esiste nessun gruppo PSI - ITALIA VIVA, ma solamente il gruppo ITALIA VIVA, costituito da due EX SOCIALISTI RINNEGATI passati al PD circa 10 anni fa', Renziani di comodo oggi in Italia Viva.

PASTORELLI HA LAVORATO PER UNIRE... IL PARTITO ?

Il partito regionale e' sempre di piu allo sbando, considerando che Pieroni (Gia' assessore senza nome)   ha scelto comodamente di candidarsi a sindaco, nella sua riserva elettorale di Loreto. Da ricordare che se Pieroni sceglieva di ricandidarsi in Regione il Simbolo del partito non sarebbe mai arrivato, perche' di fatto ha sempre fatto il brutto e il cattivo tempo, naturalmente, sempre come lavoratore autonomo della politica.

QUELLO CHE SEMBRAVA IMPOSSIBILE ADESSO È REALTÀ.... QUALE REALTA ?

REALTA SCONTATA, CONOSCENDO LA PROPENSIONE RENZIANA E CONSERVATRICE DEI PROTAGONISTI, CHE PREDICANO BENE QUANDO BISOGNA COMBATTERE PER IL RIEQUILIBRIO DELLE FEDERAZIONI DEL SUD MARCHE E RAZZOLANO MALE (VERGOGNOSAMENTE) QUANDO BISOGNA COINVOLGERE E ASCOLTARE I COMPAGNI MILITANTI DELLE PROPRIE FEDERAZIONI.


LA FEDERAZIONE DI MACERATA  DEL PSI ? 

Come ci racconta un prestigioso militante della storica sezione del PSI di Camerino, il Compagno NANDO FERRETTI : era indispensabile una lista autonoma socialista !!! Qualcuno che non se la sente di essere in prima linea, ma che vuole essere sempre in prima fila, abbia il coraggio di  fare dei passi indietro per il bene del Partito che dicono di amare !!!! CONDIVIDIAMO IL SUO PENSIERO.....NATURALMENTE, URGE UNA ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI AL PSI DELLA FEDERAZIONE DI MACERATA, SE NESSUNO SI PRENDE LA BRIGA DELLA CONVOCAZIONE A BREVE CI AUTOCONVOCHEREMO !

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GRAZIE PER L'ATTENZIONE, QUESTO DOVEVAMO A COMPAGNI E SIMPATIZZANTI... 


I SOCIALISTI MILITANTI (ALMENO UNA PARTE) DELLE MARCHE

sabato 22 febbraio 2020

ANCONA : CI HA LASCIATO IL COMPAGNO "ALFONSO MARIA CAPRIOLO


GRAVE LUTTO PER I SOCIALISTI MARCHIGIANI

Questa mattina, cogliendo tutti di sorpresa, è venuto a mancare il Compagno avv. Alfonso Maria Capriolo.
Figura nota ed apprezzata dai cittadini anconetani, quale Presidente del Sistema Museale della provincia di Ancona, Presidente del circolo culturale Pietro Nenni,nonchè prestigioso avvocato del Foro di Ancona, patrocinante in Cassazione. Da sempre militante socialista nè ha ricoperto importanti incarichi dirigenziali,con grande saggezza,sobrietà ed equilibro politico. I socialisti marchigiani piangono un compagno colto ed altruista,sempre disponibile per il prossimo, il cui orizzonte politico è sempre stato " il partito socialista prima di ogni interesse personale".
A nome dei compagni ed amici dell'associazione "Socialismo xxi delle Marche",che ho l'onore di presiedere,piango la perdita di un compagno,ma sopratutto la scomparsa di un carissimo amico, una persona squisita per le sue immani doti di bontà,altruismo,solidarietà nei confronti di chi aveva bisogno di aiuto. Una grave perdita per la comunità socialista marchigiana,una immensa perdita per sua moglie Marina ed i suoi cari. A lei, amica e Compagna Socialista, esprimo le più sentite,sincere, condoglianze ,mie personali e dei compagni tutti di Socialismo XXI delle Marche, per la perdita del caro Alfonso; una persona che rimarrà sempre nei nostri cuori e che ricorderemo sempre con profondo rispetto e stima.

Le persone muoiono, ma le idee da loro perseguite con coerenza e lealtà negli ideali del socialismo, come ha sempre fatto il Compagno Alfonso Capriolo, rimangono indelebili nei nostri cuori.

LUCIANO VITA
Già segretario regionale del Partito Socialista Italiano 
Presidente dell'associazione "Socialismo XXI Marche"
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Alfonso Capriolo era un intellettuale colto e generoso, un socialista sempre coerente e curioso che tanto ha lavorato nel sistema culturale della nostra Provincia.
Se n'è andato silenziosamente dopo una breve malattia: non potevo dire di conoscerlo davvero, ma si vedeva da lontano quanto fosse una persona di grande valore. Venendo a trovarci a Fabriano, per un incontro del Circolo Sandro Pertini, ci donò un meraviglioso manifesto degli anni '70.
Posso solo fare le mie condoglianze a Marina e ai compagni e compagne di Ancona, a cui Alfonso col suo impegno aveva regalato un'ultima bellissima iniziativa, la posa della pietra d'inciampo dedicata a Vittoria Nenni, e scrivere queste parole in ricordo di una bella persona e un bravo compagno, un altro pezzo di questa piccola comunità che perdiamo.

Addio Alfonso, chi ha compagni non morirà.

MANFREDI MANGANO (Socialisti Fabriano)
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I funerali avranno luogo lunedì 24 Febbraio alle ore 15.00 presso la chiesa della Misericordia ad Ancona.


sabato 15 febbraio 2020

TOLENTINO : CI HA LASCIATO IL COMPAGNO "GIUSEPPE D'ARIENZO" (PEPPINO) Con profondo dolore annuncio la scomparsa del compagno Giuseppe D'arienzo. Il carissimo Peppino l'amico fraterno di una vita ha cessato di combattere ed è spirato serenamente pochi minuti fa. I socialisti di Tolentino e dell'intera regione si inchinano con le loro bandiere e si uniscono al dolore della moglie Assunta, dei figli Francesca e Sergio dei nipoti e ne ricordano l'esempio straordinario di uomo,marito e padre esemplare, professionista rigoroso e giusto, amministratore pubblico infaticabile e competente, militante leale appassionato dalla fede cristallina, l'amico generoso oltre ogni limite e altruista. Caro Peppino non ti dimenticheremo mai e costituirsi sempre per tutti noi un punto alto di riferimento. Claudio Simonetti (Socialisti Tolentino)

Con profondo dolore annuncio la scomparsa del compagno Giuseppe D'arienzo. Il carissimo Peppino l'amico fraterno di una vita ha cessato di combattere ed è spirato serenamente pochi minuti fa. I socialisti di Tolentino e dell'intera regione si inchinano con le loro bandiere e si uniscono al dolore della moglie Assunta, dei figli Francesca e Sergio dei nipoti e ne ricordano l'esempio straordinario di uomo,marito e padre esemplare, professionista rigoroso e giusto, amministratore pubblico infaticabile e competente, militante leale appassionato dalla fede cristallina, l'amico generoso oltre ogni limite e altruista. Caro Peppino non ti dimenticheremo mai e costituirsi sempre per tutti noi un punto alto di riferimento.

Claudio Simonetti (Socialisti Tolentino)

martedì 4 febbraio 2020

SALERNO : SI E' SPENTO "SALVATORE ELETTO" PADRE DEL COMPAGNO "SERGIO ELETTO"



SI E' SPENTO IERI A SALERNO  "SALVATORE ELETTO" PADRE DEL COMPAGNO "SERGIO ELETTO" RESIDENTE A MACERATA.

I SOCIALISTI MACERATESI E MARCHIGIANI SALUTANO "SALVATORE" ED ESPRIMONO SENTITE CONDOGLIANZE A SERGIO, SUA MADRE ANNA E A TUTTA LA FAMIGLIA.


Le esequie muoveranno dall'abitazione di SALERNO in via R. De Fugaldo n° 1 alle ore 13,00 di oggi Martedi' 4 Febbraio 2020 e prseguiranno per il TEMPIO CREMATORIO DI CAVA DE' TIRRENI, dove giovedi 6 Febbraio 2020 alle ore 13,00 avra luogo il rito della CREMAZIONE.

venerdì 17 gennaio 2020

TOLENTINO : SI E' SERENAMENTE SPENTO "AUGUSTO CORRADO PAOLUCCI"

I SOCIALISTI DI TOLENTINO E DELLA REGIONE MARCHE SALUTANO "AUGUSTO CORRADO PAOLUCCI” PADRE DEL COMPAGNO “ENRICO PAOLUCCI” PRESTIGIOSO DIRIGENTE SOCIALISTA  “GIÀ SINDACO DI TOLENTINO” 

ESPRIMONO SENTITE CONDOGLIANZE A TUTTA LA FAMIGLIA.

giovedì 26 settembre 2019

PSI FEDERAZONE DI MACERATA : CI HA LASCIATO PREMATURAMENTE " GIANMARIA" IL FIGLIO DEL COMPAGNO "GIOVANNI PIERINI "

IL DOLORE PIÙ GRANDE PER IL COMPAGNO A ME PIÙ CARO. Nella tarda mattinata di oggi ci ha lasciato GIANMARIA il figlio di GIOVANNI PIERINI. Aveva soltanto 41 anni. Non sono stato capace di scrivere ne fare nulla sino ad adesso. GIANGI, così lo chiamavamo tutti, ha lottato per quasi due anni come un leone sottoponendosi a terapie molto forti ed invasive e consapevole di combattere contro un male terribile. Era lui a trasmettere ai suoi familiari, agli amici ed a tutti noi, speranza e fiducia. Credetemi, non è retorica di circostanza, era davvero un ragazzo speciale! Non amava le mezze verità ne tantomeno le ipocrisie. Ha affrontato questa battaglia a “muso duro” conservando, però, sempre la sua straordinaria dolcezza. Sono certo che continuerà a vivere per sempre nel cuore dei tanti che lo hanno conosciuto e che gli hanno voluto bene. Questo è anche il momento più difficile della vita di un uomo che, aldilà della politica, è per me un fratello maggiore, il compagno GIOVANNI PIERINI. Una persona straordinariamente generosa, colpita nel modo più doloroso e nell’affetto più profondo, quello che lui ha per tutta la sua famiglia ed, in particolare, aveva per GIANGI. A Nanni’ non mi sento di dire soltanto le frasi di circostanza purtroppo tipiche di una tragedia come questa. Il primo che non le avrebbe gradite sarebbe stato proprio GIANMARIA. Nanni’ ha davvero soltanto lavorato per decenni per il Partito Socialista senza mai ricevere nulla in cambio ma dando sempre tutto se stesso senza mai risparmiarsi. Persino la stupenda Sede del PSI provinciale si trova all’interno della sua proprietà! UN GALANTUOMO, UN GRANDE LAVORATORE, UN VERO SOCIALISTA Ancora ieri sera discuteva, perché nulla faceva pensare che la situazione del figlio sarebbe precipitata in questo modo, con la passione che lo caratterizza, sul sito regionale della Sanità del PSI Marche. Protestava per l’emarginazione “silenziosa” e per gli “attacchi” politici  che sia lui, paradossalmente proprio per le difficoltà familiari che ha vissuto, e sia gli esponenti dell’intero Partito della provincia di Macerata hanno dovuto subire in questi ultimi due anni a livello regionale. NON SOLO È MANCATA LA SOLIDARIETÀ CHE SAREBBE STATA TIPICA IN ALTRI MOMENTI, IN UNA COMUNITÀ COME QUELLA SOCIALISTA, VERSO IL TERRITORIO MACERATESE DURAMENTE COLPITO DA UN TERREMOTO DEVASTANTE, DA GRAVISSIMI LUTTI E MALATTIE DEI SUOI MAGGIORI ESPONENTI E DAGLI ATTACCHI DEGLI ALTRI PARTITI A CUI IL RINNOVATO PROTAGONISMO SOCIALISTA DAVA MOLTO FASTIDIO MA, ADDIRITTURA, QUESTE DIFFICOLTÀ SONO STATE STRUMENTALIZZATE CONTRO IL PSI DELLA PROVINCIA DI MACERATA. GIANGI NON AMAVA L’IPOCRISIA E GIOVANNI IERI DAVA A TUTTI APPUNTAMENTO AL CONGRESSO REGIONALE. È QUESTO IL MODO MIGLIORE, PROPRIO PERCHÉ NON IPOCRITA, SIA PER RICORDARE UN RAGAZZO CHE RIMARRÀ PER SEMPRE NELLA MENTE E NEL CUORE DI CHI LO HA CONOSCIUTO E SIA PER STRINGERCI, DA SOCIALISTI, IN UN ABBRACCIO, SINCERAMENTE COMMOSSO, A NANNI’ !

IVO COSTAMAGNA - Segretario Provinciale PSI Federazione di Macerata 


La Camera Ardente è già stata allestita presso la sua abitazione in Via del Sole,18/D e la cerimonia funebre si terrà domani, Venerdì 27/9 alle ore 16.00, presso la Chiesa di San Giovanni Battista in Corso Matteotti (nei pressi della Stazione) sempre a Porto Recanati.

domenica 8 settembre 2019

ANGELO TIRABOSCHI : LA CRISI PROFONDA DEL SOCIALISMO DEMOCRATICO. PUO’, E IN CHE MODO, RIAPRIRSI UNA NUOVA STAGIONE ?

Intervento scritto inviato dall' on. Angelo Tiraboschi, in occasione dell'assemblea regionale Marche dell'associazione "SOCIALISMO XXI" (Idee per il Socialismo del XXI° secolo). del 7 Settembre 2019 tenutasi a Loro Piceno MC.

di Angelo Tiraboschi

Esaminare i problemi contemporanei del socialismo democratico italiano ed europeo è un’impresa molto ambiziosa e complicata. Risparmio a me stesso e soprattutto a chi mi leggerà una specie di trattato lungo, noioso, sostanzialmente inconcludente e presuntuoso.
Come sappiamo la crisi del socialismo italiano (si potrebbe anche parlare di fallimento) ormai parte da lontano. Dopo le stagioni sterili e difficili degli “equilibri più avanzati” degli anni sessanta e dei primi anni settanta, la segreteria di Craxi aveva con grandi meriti promosso e realizzato un nuovo corso.
I primi segnali di una controtendenza si avvertono però già alla fine degli anni Ottanta.
All’inizio degli anni ‘90 la sconfitta socialista si compie. E’ così grande da escludere - come è avvenuto – repliche nel breve e nel medio periodo.
In sintesi si può dire che ad essa vi abbiano concorso molti fattori. Non ci sono solo i gravi errori altrui. Non c’è soltanto la miopia dei postcomunisti i quali credevano, con iattanza e pressapochismo, che, una volta ucciso il PSI, avrebbero avuto davanti a loro la strada spianata nel campo della sinistra italiana e nella automatica conquista del governo nazionale. Non c’è solo il ruolo arbitrario e anomalo, da colpo di stato, di alcune Procure che credo si fossero poste al servizio di convincenti “suggerimenti” interni ed esteri. Pagine di storia recente ancora tutta da scrivere.
Ci sono anche i nostri errori. Errori del gruppo dirigente del PSI del tempo. Abbiamo compiuto errori tattici e strategici. Quello - a mio giudizio - che ha pesato di più è non aver interrotto, a partire almeno dal ’91, l’alleanza con la DC.
Un’alleanza che si era consunta, che era arrivata al capolinea. Quando c’è una crisi di sistema così evidente non serve rispondere inseguendo e difendendo posizioni di potere. Ci vuole una risposta politica netta, di vera discontinuità.
Avremmo aperto una nuova fase politica e imbrigliato, sia pure nell’incertezza circa una crisi di governabilità, i giochi politici altrui, specie del PDS.

Inoltre, il PSI, si era troppo appesantito. Troppi opportunisti, troppo arrivisti erano saliti sul carro socialista al punto da renderlo “invadente”, tracotante, con crescenti riflessi negativi interni ed esterni.
Faccio queste osservazioni soprattutto per introdurre una cosa che credo fondamentale.
La illustro prendendo a prestito un’osservazione dello storico francese René Grousset:”nessuna civiltà viene distrutta senza essersi prima rovinata da sola, nessun impero viene conquistato dall’esterno, senza che precedentemente fosse già suicida”. Lo so è una asserzione molto forte.
Forse troppo. Ma c’è del vero. Da qui si apre un capitolo che ci porta più direttamente ai giorni nostri.
Quello che (oggi - ammetto – è più facile dirlo) non abbiamo compiuto è uno sforzo per capire fino in fondo le ragioni del nostro tracollo.
C’è chi tra di noi si è indignato; c’è chi è approdato su altre sponde; chi ha versato lacrime; chi ha legittimamente (parlo specie della base del partito) maturato la convinzione di aver subito un grave torto; c’è chi (io sono tra questi) ha cercato scorciatoie e soluzioni improvvisate quanto politicamente discutibili; c’è - ai nostri giorni – chi pensa che la Lega di Salvini sia un partito di sinistra (sic). Sia come sia bisognava piuttosto capire meglio. Diceva Baruch Spinoza: “nec indignari, sed intelligere”.
Ma, a parte le citazioni, lo dico perché bisogna sempre guardarsi dalle nostalgie e dai nostalgici. E’ giusto e perfino entusiasmante ricordare una storia, valorizzarla, difenderla contro i denigratori che non hanno alcun titolo o merito per dare lezioni. Senza però smarrire un adeguato spirito critico. Dobbiamo farlo senza pensare che ci si possa fermare alla constatazione di quanto eravamo bravi.
Sì, il gruppo dirigente del PSI (penso anche ai tanti ottimi amministratori locali) aveva qualità, competenze, passione. Penso allo straordinario uomo di governo che è stato Craxi. E Martelli alla Giustizia?
A confronto coll’oggi è troppo facile avvertirne le differenze. Sì, nel complesso l’Italia ha perso molta vivacità e qualità politica.
Tutto sommato è stata la nostra, la mia una “bella stagione”, ma non con queste idee (sentimenti?) si costruisce il nuovo.
Tutto è ancora più difficile per le seguenti ragioni: chi, anche con qualche merito, ha ereditato la sigla PSI ha pensato a sopravvivere, soprattutto si è “coccolato” dentro ad una mediocre posizione di rendita personale e di gruppo.
Nessuna vera apertura. Anzi, è stato sagomato un minuscolo partito che sembra avere l’orticaria e che espelle ogni dialettica.
Un gruppo dirigente che per lo più chiude le porte anziché spalancarle. Con ristrettezze mentali conservative non si poteva né si può andare lontano.
Non è poco. Oltre questo, si deve porre all’ordine del giorno la crisi profonda del socialismo europeo.
Perché la crisi? Tante possono essere le spiegazioni avvalorate dagli enormi mutamenti di scenari, di modelli informativi, di modi di vivere e di pensare, di cambiamenti di enorme rilievo in tutti i campi.
Negli anni ’70 e negli anni seguenti i socialisti europei erano una primavera, erano portatori di idee innovative. Erano sostenuti da leader di enorme spessore. Erano il cambiamento rispetto alla vecchia Europa conservatrice e, in parte, massimalista e filo sovietica.
C’è stato un progressivo e inesorabile invecchiamento. Non c’è sinergia, non ci sono grandi idee per una nuova Europa dei cittadini.
Ciascun partito si chiude nel proprio paese nell’intento di “lucrare” qualche rimanente fetta di potere, con l’idea di contenere le perdite. In Spagna c’è una rinascita credo propiziata dallo slancio di un giovane leader e, nel contempo, dalla crisi profonda del centrismo conservatore.
Nel resto d’Europa c’è il silenzio a cui si aggiunge una tendenza a burocratizzarsi e a gettare lo sguardo sulle cose di tutti i giorni. Manca una strategia comune, né la si ricerca. Non si avverte che la prima grande urgenza è di tornare, su basi nuove, a caricare di significati e di contenuti il socialismo europeo. Il socialismo o ha una dimensione europea o non ha sbocchi. Occorre costruire un progetto. Che cosa si aspetta a lanciare una grande proposta europea di “cooperazione internazionale” che riguardi l’Africa? Ai sovranisti, ai nazionalisti pericolosi e dannosi, si può e si deve rispondere con una visione strategica ampia e concreta. Fermare e comunque selezionare gli immigrati è una impresa ardua, tuttavia bisogna provarci. Sono d’accordo con Claudio Martelli quando afferma che la sinistra italiana ha sottovalutato il drammatico ed enorme problema dell’immigrazione. Il problema c’è. Promuoviamo un’azione per convincere l’Europa ad investire in modo mirato ed organico in Africa.
Difficile? Certo. Soprattutto sarebbe difficile attuare in concreto quanto si dispone di fare.
Posso capire le obiezioni, ma negli anni ’80, sia pure con alcune deviazioni e alcuni limiti, la politica della cooperazione internazionale aveva il suo peso politico e sociale. L’Italia era più influente, più considerata, più in prima linea nel comprendere le terribili ragioni del sottosviluppo, della miseria, della fame.
Il modello di allora non serve, ma il tema di un corposo progetto di investimenti in Africa è ineludibile. Sarebbe anche un modo per assegnare una distinzione tra politiche rapinatrici di alcune grandi potenze ed un ….. che mette al centro correttamente i problemi dello sviluppo e della giustizia per i popoli emarginati. 
Mentre l’Italia invecchia di contro c’è un problema demografico mondiale.
Sia pure non in sintonia con la Chiesa di Roma, il socialismo europeo dovrebbe proporre un Fondo per l’educazione alla procreazione responsabile nel quadro di un controllo di tipo formativo e culturale nel continente africano. 
L’esplosione demografica che è già oggi una realtà e sarà ancora più grave nei prossimi anni, esporrà ancora di più l’Africa e l’intera umanità a gravissimi problemi di sostenibilità e di convivenza.
Si è già in grave ritardo. 
Penso, al tempo stesso, che non vi siano disponibilità a comprendere quanto sia devastante la situazione del prossimo futuro.
Se il Fondo sulla demografia dell’ONU è stato sostanzialmente fatto fallire non significa che l’Europa democratica debba rinunciare a realizzare politiche attive in questo campo. L’ignoranza si sposa con la miseria e con forme sempre più evidenti di disumanità, di discriminazione nei riguardi dei più deboli, dei bambini, delle donne.
Ugualmente va lanciato un programma del socialismo europeo per l’ambiente. Anche qui ci si può distinguere dalle insensibilità esistenti e, soprattutto, dagli interessi economici che sono la causa prima dell’uso forzato delle risorse e della devastazione ambientale.
Occorre nel contempo pensare alle aree emarginate del nostro continente, a cominciare dalla “questione meridionale” italiana. E’ questione decisiva. Le differenze economiche e sociali si sono allargate e aggravate. Vi sono due possibili e necessarie risposte: creare posti di lavoro, utilizzando anche risorse pubbliche ed investire seriamente sulla scuola e su efficaci centri di formazione professionale. E’ il minimo. E’ il minimo anche per combattere le economie illegali e la criminalità.
E’ il minimo per una politica riformista.
Ecco alcuni temi su cui far rifiorire una moderna idea socialista.
Nella storia del socialismo con le sue battaglie sono state aperte nuove prospettive di giustizia e di progresso. Sono stati raggiunti importanti traguardi. Ora, bisogna stare al passo con i tempi, aggiornarsi, studiare e comprendere quello che serve, quello che è indispensabile per preparare un futuro migliore.
Infine, ci sono i gruppi dirigenti. Ci sono le rappresentanze. Senza leader di qualità nella società liquida di oggi non si guadagna strada.
La visibilità può essere rimessa in moto se c’è un leader che abbia la personalità per farsi valere e introdursi nei complicati ed interessati meccanismi dell’informazione.
Poi, ovviamente, bisogna aprire le porte, riprendere una mobilitazione tematica che si può fare se ne si ha la voglia. E’ scomoda, è laboriosa ma serve per ricominciare. Può darsi che sia poco ma è utile.
Per esempio, nelle università qualche idea di futuro se c’è, si potrebbe diffondere tra gli studenti. E, soprattutto si dovrebbe ascoltare.
Per non parlare del mondo del lavoro che non è più quello di una volta a seguito dei grandi capovolgimenti sistemici intervenuti, ma che è pur sempre una realtà che va riscoperta, seguita, anche allo scopo di individuare e avanzare proposte con l’obiettivo di rendere più garantito, più remunerato, più tutelato il lavoro quale che sia la funzione e la specializzazione dei singoli addetti.
C’è da chiedersi se una parte di quanti ancora si riconoscono nel socialismo democratico avvertano il vero significato della variegata e movimentata realtà dell’Italia di oggi. C’è da interrogarsi sull’utilità di limitare le energie proponendo vecchi schemi fuori del nostro tempo. Affiora in quello che a volte si legge nel faticoso dibattito sul socialismo odierno, una realtà percepita che appare non sulla lunghezza d’onda della complessa situazione. Una Nazione che parla a se stessa più che alle nuove generazioni.
I sogni postdatati, le chimere non sono proibiti senza però mai perdere di vista che là fuori c’è un mondo che si muove a cui bisogna offrire soluzioni e idee che, soprattutto, non ha memoria del passato.
Un partito che s’ingegna a ricercare qualche piccolo posto di potere non si dispone a conoscere, non vuole conoscere, non pensa , non può attrarre, salvo qualche viva ma esigua eccezione del tutto personale e parziale.
Insomma, ci vuole un’altra mentalità, ci vogliono larghe vedute, ci vuole coraggio, ci vuole un dibattito aggiornato e informato. Forse non sarebbero sufficienti. Sono però le precondizioni per riaprire spiragli, per riprendere, senza alcuna illusione, un difficilissimo cammino di speranza e di rinascita.
Ci si può sempre soffermare su di una verità: senza parlare di un’idea di progresso e di giustizia, di razionale ed equo sviluppo cosa resta nel futuro degli uomini ?