domenica 22 marzo 2009

TESSERA DEL PARTITO SOCIALISTA
A "BEPPINO ENGLARO"
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Beppino Englaro riceverà la tessera onoraria del Partito Socialista: la sua dichiarata vicinanza agli ideali ed alla pratica di libertà socialiste e l'alto valore civile e laico della sua battaglia per il rispetto delle volontà di sua figlia devono e vogliono essere di esempio non solo al movimento socialista ma anche a tutti gli italiani che credono nei valori laici e libertari.

Questo nostro simbolico atto vuole essere un segno tangibile di fraterna vicinanza, come da sempre sono stati vicini i socialisti alla sua battaglia spesso solitaria.

La consegna si svolgerà : Martedì 24 Marzo 2009 ore 15,00 c/o la sede della Federazione Provinciale del Partito Socialista a Lecco Via Montanara 3/a e vedrà la partecipazione di Marco Di Lello - Coordinatore Nazionale del Partito Socialista Pia Locatelli - Eurodeputata e Vice Presidente dell'Internazionale Socialista Valentina Morelli - Segretaria Regionale della Lombardia del Partito Socialista Davide de Bella - Segretario Provinciale di Lecchese del Partito Socialista.

sabato 21 marzo 2009

BATTESIMO IN PIAZZA PER
*SINISTRA E LIBERTA’*

Videomessaggio di Riccardo Nencini alla manifestazione
‘La primavera della sinistra’ che si è svolta a Roma.

21/03/2009 - Una piazza Farnese gremita ha accompagnato oggi a Roma il battesimo pubblico di "Sinistra e liberta'', la lista alla quale aderisce il Partito Socialista per le prossime europee. Alla manifestazione, dal titolo ‘La primavera della sinistra’, oltre ai rappresentanti di tutte le forze politiche che compongono ‘Sinistra e libertà’, per il Partito Socialista è intervenuto Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale, che ha annunciato pubblicamente che “Beppino Englaro martedì riceverà la tessera del Ps”. “Intendiamo ha aggiunto Di Lello - rifondare la sinistra sulla base del principio di libertà e ci distinguiamo perciò, sino all`aperta contrapposizione, dai cultori del comunismo puro e duro, dai giustizialisti d`ogni risma e dallo stesso Pd cultore sì, in linea di principio, dei diritti di libertà, ma sempre pronti a barattarli con una carezza vaticana. Occorre a sinistra un rinnovamento profondo, ed è anche per questo motivo che oggi combattiamo contro una politica che per non affrontare le sue contraddizioni nulla dice sulle cose di grande rilievo politico nazionale, che vuole mettere insieme e sullo stesso piano tutto ed il contrario di tutto, che per non scegliere inventa la dottrina del 'ma anche', che si astiene su testamento biologico e federalismo". Il segretario Riccardo Nencini, ancora convalescente dopo l’incidente delle scorse settimane, ha invece inviato ai manifestanti riuniti a piazza Farnese un videomessaggio: “La nostra – ha affermato - sarà una lista che metterà in moto una sinistra nuova, moderna, in grado di coniugare i meriti con i bisogni, i diritti con i doveri e soprattutto in grado di promuovere un cambiamento e un`alternanza alla guida del paese. Sento che sarà una lista fortunata, e la mettiamo a disposizione di un paese che in questo momento ha bisogno di fortuna". Molti i dirigenti socialisti presenti in piazza, tra i quali Bobo Craxi, Roberto Biscardini, Lanfranco Turci, Mauro Del Bue. Presenti anche gli eurodeputati Pia Locatelli ed Alessandro Battilocchio. Quest’ultimo ha ricordato insieme ai cronisti che “nel 2004 quando sono approdato come deputato più giovane al parlamento di Strasburgo, la prima seduta è stata aperta da Giovanni Berlinguer, allora deputato decano dell'aula. Oggi – ha aggiunto Battilocchio - è bello ritrovarci in piazza insieme sotto le bandiere di ‘Sinistra e Libertà’, un'intesa elettorale che pur partendo da storie, culture e tradizioni diverse, si propone come interprete delle istanze dei giovani precari, dei lavoratori in difficoltà e di tutti i cittadini che credono nella necessità di una nuova stagione di diritti e libertà".



“Le forze di sinistra vanno unite”
*Sinistra e Liberta'*


di Luca Cabascia*

Macerata 21/03/2009 - Dopo la presentazione ufficiale del simbolo, “Sinistra e Libertà” inizierà il suo cammino oggi, con una manifestazione a Roma che avrà come slogan “La Primavera della Sinistra”.

“A Piazza Farnese - scrive Luca Cabascia, vicesegretario del Partito Socialista della Provincia di Macerata, dalle 16 ci ritroveremo tutti insieme: Partito Socialista,Verdi, Unire la Sinistra, Movimento per la Sinistra, Sinistra Democratica, Critica Liberale, Partito d’Azione e tanti altri cittadini che credono in questa nuova, affascinate, europea, lungimirante avventura. A Macerata, come Socialisti continueremo a lavorare per la creazione di “Sinistra e Libertà”. Questo obiettivo si raggiungerà attraverso un rafforzamento politico della coalizione, a ciò è utile e funzionale creare “Sinistra e Libertà”. Utile e positivo in questo senso è stato l’incontro pubblico di mercoledi scorso, in occasione della inaugurazione della sede dell’Associazione Per la Sinistra, con l’eurodeputato Claudio Fava. Solo con proposte attraenti, aggreganti ed innovative, affiancate e spinte da programmi concreti si batterà il centrodestra, continuando a dimostrare che si può essere incisivi sul territorio e vicini alle esigenze dei cittadini”.

Vice Segretario Provinciale Partito Socialista Macerata*


Voci discordanti tra i Socialisti
Simonetti: “Rozzezza dai presunti alleati”
Macerata 21/03/2009 - “E’ stato obiettivamente difficile stendere una replica all'intervento di Roberto Acquaroli e Dante Guglielmi nella loro veste di Coordinatori Provinciali di Sinistra Democratica e del Movimento per la Sinistra”. Si apre cosi’ una nota del Partito socialista a firma di Claudio Simonetti che sancisce la spaccatura: “. La nota, che trasuda di pregiudizi antisocialisti, ha assunto una veste di tale rozzezza che, personalmente, ho avuto difficoltà a ricomprenderla nell’ambito di una “manifestazione” politica e, quindi, meritevole di una qualche risposta. Tra l’altro mi appariva incomprensibile come, nella sinistra di oggi, potessero trovare ancora ospitalità pensieri ed atteggiamenti che non sono certo estranei alla sua progressiva marginalizzazione dal contesto politico- istituzionale del Paese; ancor più mi è apparso incomprensibile che tutto questo sia avvenuto con il silenzio dei dirigenti locali di partiti e movimenti che, a livello nazionale, hanno inteso realizzare una alleanza, non solo elettorale, con il Partito Socialista. Un augurio ed una domanda mi sento, invece, di porre ai giovani dirigenti della nuova Associazione Provinciale de La sinistra, Principi e Marchetti. L'augurio e' certo di buona fortuna e buon lavoro, ma soprattutto, quello di dotarsi di dirigenti un po’ più consapevoli del baratro in cui la sinistra è piombata in Italia a causa di faziosità, di distanza dai problemi della gente”.
Fonte - http://www.corriereadriatico.it


venerdì 20 marzo 2009

I leaders del PSE chiedono....
*Un piano di rilancio economico più forte e più audace*.

I leaders dei partiti membri del PSE, riuniti a Bruxelles (19 Marzo) in vista del Vertice UE chiedono un più forte, più audace e più coordinato piano di rilancio per l'economia europea, oltre a chiedere all'UE di farsi promotrice di un nuovo accordo globale al vertice G20 di Aprile. I leaders dei partiti europei socialisti, social-democratici e laburisti hanno adottato una dichiarazione in cui affermano: "Ci appelliamo a capi di Stato e di governo in occasione del vertice di primavera del 19-20 marzo a concordare politiche ambiziose e coordinate a livello europeo e mondiale per rispondere alle urgenti sfide che abbiamo di fronte" . I leader hanno convenuto che "Solo un più forte, più audace e meglio coordinato piano di rilancio economico europeo e mondiale ci permetterà di uscire dalla recessione". La dichiarazione del PSE avverte: "I costi della mancata adozione di ulteriori misure saranno enormi: una prolungata e profonda recessione potrebbe comportare,a lungo termine, problemi sul piano sociale, economico e di disoccupazione che ricadrebbero sulle persone di tutti gli Stati europei". I leaders del PSE hanno proposto un programma di sette punti per aggiornare il piano di rilancio economico europeo, che includono:
1. Altri investimenti: per generare una nuova crescita negli Stati membri dell'Unione europea nel 2009 e nel 2010;

2. Ulteriori agevolazioni sul credito: l'apertura di linee di credito nel sistema bancario per la spesa e gli investimenti privati;

3. Un patto per l'occupazione: per stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro, il sostegno ai disoccupati affinché ritornino nel mondo del lavoro il più velocemente possibile, e la tutela degli attuali livelli occupazionali;

4. Un patto di progresso sociale: per affrontare i costi sociali della crisi, impedendo l'incremento della povertà, della disuguaglianza e dell'esclusione sociale;

5. Solidarietà economica: per rafforzare il sostegno finanziario agli Stati membri che non dispongono di mezzi sufficienti per stabilizzare il loro sistema bancario e di investire nel rilancio;
6. Migliore regolamentazione: completa regolamentazione e vigilanza di tutti gli strumenti finanziari e degli attori finanziari, compresi gli private equity e hedge fund (Fondi speculativi);
7. Un'azione globale: che comprende
- Forte coordinamento per le politiche di stimolo fiscale per tenere l'economia mondiale fuori dalla recessione e andare verso lo sviluppo sostenibile; - Il compimento del Doha Development Round (Negoziato di Doha sullo sviluppo), in modo che esso vada a beneficio di tutti i paesi; - Raggiungimento degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite, perché "se non ci riusciamo, un'altra generazione soffrirà a causa di povertà e privazioni, se non peggio"; - Rafforzare le risorse del FMI e nuovi strumenti di finanziamento per invertire la rapida contrazione degli investimenti che sta colpendo i paesi in via di sviluppo; - Non a rallentare i negoziati per un nuovo accordo mondiale sul clima "al contrario, il rilancio deve portare alla trasformazione economica mondiale per un futuro a basse emissioni di carbonio"; - La riforma della governance mondiale, che "è stata progettata per altri tempi". Il presidente del PSE, Poul Nyrup Rasmussen, ha dichiarato: "Sono finiti i giorni in cui il presidente Bush poteva essere incolpato per la mancanza di una leadership mondiale costruttiva. Oggi è l'Europa che rischia di essere accusata di ciò, dal resto del mondo. Stiamo affrontando la peggiore recessione dal 1930, ma Merkel, Sarkozy e Juncker dicono che non possono fare di più per contrastarla. La Commissione europea poco realisticamente racconta che l'Europa sta investendo 3,3% del PIL nella ripresa quando la cifra reale è molto inferiore, e ben al di sotto di quello che spendono gli Stati Uniti e di quello che il Fondo Monetario Internazionale (FMI) raccomanda. Merkel e Sarkozy, stanno minando la credibilità dell'Europa agli occhi di Washington e di tutto il mondo". All'incontro hanno preso parte: Werner Faymann, José Sócrates, Ferenc Gyurcsány, Sergei Stanishev, Borut Pahor, Dan Nica, Jean Asselborn, Frans Timmermans, Diego López Garrido, Martine Aubry, Mircea Geoana, Mona Sahlin, Elio Di Rupo, Caroline Gennez , Ivari Padar, Janis Dinevics, Grzegorz Napieralski, Margot Wallstrom, Joaquin Almunia, Vladimir Spidla, Javier Solana, Poul Nyrup Rasmussen, Martin Schulz, Massimo D'Alema, Lapo Pistelli, Vittorio Craxi, Zita Gurmai, Josep Borrell, Mercedes Bresso, Giacomo Filibeck, Ruairi Quinn, Jiri Havel, Fidias Sarikas, Philip Cordery.


giovedì 19 marzo 2009

IN RICORDO DI "MARCO BIAGI"

di Ivo Costamagna*

Macerata 19 Marzo 2009 - Oggi di Marco Biagi (nella foto) ci resta non solo il ricordo ma la sua instancabile attivita' e le sue opere, tra queste il "Libro Bianco" sulla riforma del mercato del lavoro, che sono quelle di un vero riformista e di un liberalsocialista, iscritto prima al PSI e poi allo SDI. Ho avuto il privilegio di conoscerlo durante il periodo che ho trascorso a Roma, negli anni 2000-2001, al Ministero degli Esteri, come responsabile della segreteria del Vice Ministro Ugo Intini. Il Prof. Marco Biagi, giuslavorista gia' affermato, era consulente del Ministero del Lavoro nel Governo presieduto da Massimo D'Alema. Ricordo il giorno, nel Febbraio 2001, in cui venne pubblicato il famoso "Libro Bianco" di cui conservo una copia con la dedica di Marco. Vi invito a leggerlo per capire quanto sia distante sia dalle cose che sono state dette e scritte dopo la sua morte e sia anche da quella "Legge 30" a cui, in modo del tutto improprio, e' stato dato il suo nome. Biagi, da vero riformatore, pensava ad una, indispensabile, riorganizzazione del mercato del lavoro in cui la necessaria flessibilita' fosse, pero', accompagnata da una massiccia introduzione di ammortizzatori sociali per ottenere, come risultato complessivo, sono parole testuali che riprendo dal suo "Libro Bianco", ..."UNA CONSISTENTE RIDUZIONE DELLE FORME DI LAVORO PRECARIO ED, IN GENERALE, DELL'ALTRIMENTI INEVITABILE E GRAVISSIMA PRECARIZZAZIONE DELL'INTERO MERCATO DEL LAVORO". Quante enormi inesattezze sono state dette e scritte da chi o quel Libro non lo aveva neanche letto o, peggio, lo voleva utilizzare o per farlo essere "l'obiettivo" di un dissennato antagonismo della Sinistra massimalista e comunista oppure per dare una "nobile copertura" alla politica economica di una Destra peronista e populista. La Costituente Socialista, un anno e mezzo fa, "elesse" il suo piccolo Pantheon che, senza nulla togliere ai grandi protagonisti, piu' strettamente politici, di oltre cento anni di storia socialista, realizzo' una sintesi originale e coraggiosa. Furono individuate tre figure, rappresentative per le loro grandi battaglie: LORIS FORTUNA, GIUSEPPE DI VITTORIO e MARCO BIAGI. Credo che le dobbiamo riproporre con forza anche per SINISTRA e LIBERTA' !!!! Marco Biagi e' caduto per le sue idee e per difenderle con grande coerenza. I SOCIALISTI DELLA PROVINCIA DI MACERATA INCHINANO COMMOSSI, IN SUO RICORDO E COME IMPEGNO DI LOTTA FUTURA, LE LORO BANDIERE.

Segretario Provinciale Partito Socialista Macerata*

*OASI NEL DESERTO*


di Francesco Maria Gennaro*


Macerata 19/03/2008 - Che sollievo e che piacere aver avuto l'occasione di sbirciare l'edizione di ieri del Messaggero Marche… inizio a credere agli Angeli! Non posso che condividere pienamente quanto asserito dall'On. Angelo Tiraboschi, nella sua intervista. (sotto riportata)

Dall'incapacità del Pd, che versa ormai in una condizione di crisi irreversibile, alla fine del riformismo e della vera sinistra con il tramonto di Craxi, alla necessità di mettere mano alla Costituzione, che non deve assolutamente rappresentare un tabù.

Mi sembra di cogliere, quale sintesi concettuale dell'articolo, la qualità insostituibile delle idee socialiste.

Effettivamente era l'unico punto fermo che il Ps aveva, a seguito della sonora disfatta delle urne di aprile. Un partito fiaccato, demoralizzato, dal responso da prefisso telefonico, poteva rinvigorirsi, solamente se ripartiva dalla ricette della propria storia, cultura e tradizione, aggiornandole al 2009.

La demagogia veltroniana, le novelle (im)morali della Di Pietro's family, gli spot talvolta inconsistenti del governo, gli isterismi anti-sistema della Lega ci aprivano spazi importanti. L'abbrivio della crisi economica ci spalancava un'autostrada. Le condizioni vi erano tutte, pertanto, per far valere il nostro pensiero, nel solco della più nobile piattaforma lib-lab. Occorreva concentrarci su un unico terreno, il più importante per il Paese ed il più consono al popolo socialista: il riformismo economico. Accantonando per un attimo la stella polare, in taluni casi ossessiva, della laicità. La storia ci ha dimostrato che il dirigismo statalista(salvo eccezioni necessarie in casi estremi), la mano invasiva dello stato, assieme alla deformazione delle politiche Keynesiane siano stati definitivamente superati con la caduta del muro di Berlino. E, parimenti, il recente crack globale, targato Usa, ha dimostrato sul campo che il liberismo selvaggio abbia prodotto maggiormente abusi, prevaricazioni e disastri. "Qualcuno" lanciò più di qualche lustro or sono la teoria "dei meriti e dei bisogni", "qualcun altro" titolò un congresso "governare il cambiamento"… senza dilungarmi, è ovvio che il PSI ne fu precursore, dando i natali, inoltre, al vincente corso blairiano del New Labour di marca Fabian Society, che resterà l'esperienza di riferimento degli indirizzi riformatori e propulsivi per le democrazie moderne e governanti. Avremmo, in un sol colpo, riscattato e riabilitato il buon nome dei socialisti agli occhi dell'opinione pubblica ed al contempo, rilanciato il Ps, ponendolo nelle condizioni di guardare al traguardo delle consultazioni europee con rinnovato ottimismo. Naturalmente, ora, invece, con la svolta gauchista e neo-frontista, diviene impensabile spiegare a Occhetto che per uscire dalla crisi bisogna in primis innescare la crescita e lo sviluppo. Assolutamente velleitario, dimostrare a Mussi che questa fase delicata necessita di un pacchetto di riforme strutturali. Barzelletta vera e propria, convincere Paolo Cento, dell'urgenza di grandi opere ed interventi infrastrutturali nel Paese. E'stato commesso un grave errore, abbracciando un coacervo nettamente dissonante ed impotabile.

I socialisti, però, hanno creato il riformismo; ed essere riformisti, vuol dire avere il coraggio e la lungimiranza di guardare al "giorno dopo" con straordinaria "creatività pragmatica". Per questo motivo, era doveroso tutelare la nostra identità e riconoscibilità politica. E' troppo tempo che ragioniamo col paradigma"altro non c'era, che potevamo fare?" I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Una parabola involutiva, discendente dalle tante occasioni perse in passato.

Quando penso all'esperienza del liberalsocialismo riformista, mi viene in mente "Pablo", la canzone di De Gregari: "hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo" per quello che possiamo, proviamo a non dimenticare "Pablo"; tentando, almeno noi socialisti, di rivolgere, proprio oggi, a 7 anni dalla sua scomparsa, un pensiero al compagno Marco Biagi. Icona del riformismo nostrano; assassinato per le sue idee innovative. Idee di un socialista.


Consiglio Nazionale Partito Socialista*



«Craxi, l’ultima vera Sinistra in Italia»
L’ex sottosegretario Psi Tiraboschi: «Il Pd è solo un agglomerato di potere, non si sperimenta» «La prima Repubblica non era migliore Ma almeno c’erano spinte riformiste Oggi tutti si riducono solo ad essere a favore o contro Silvio Berlusconi».
di FRANCO DE MARCO - www.ilmessaggero.it

ANCONA 18/03/2009 - «Il Pd è al fallimento. Il Psi è scomparso, anche per i suoi errori, ma la sua politica e la sua cultura vivono. E’ una sorta di contraddizione. Penso che le sigle valgano ma non siano tutto. Quel che è certo è che i partiti, i movimentis enza un’identità culturale, senza passione e con poca qualità non hnno grandi prospettive da coltivare». La vede così l’ex potentissimo sottosegretario socialista Angelo Tiraboschi, oggi fuori dalla mischia. ma Tiraboschi da che parte sta? «Per mia fortuna mi sento libero e senza vincoli. Tuttavia, penso, senza essere prigioniero di schemi, che la sinistra così com’è oggi non abbia in Italia, come nelle Marche, una validità sulla quale fare affidamento. A volte i “manovratori” devono essere disturbati perché, attraverso un dibattito e uno scontro serrato, possono verificare la pochezza e la malattia delle quali soffrono. A livello locale si decostruirà lo schema destra-sinistra. E’ un processo in atto. Entreranno in gioco sempre di più nuove implicazioni. Il giudizio su chi ha governato, i programmi, gli uomini».
Si poteva prevedere la crisi al Comune di Ancona con il sindaco Fabio Sturani costretto a dimettersi e le elezioni anticipate?
«Una cosa è certa. Il centrosinistra anconetano è logoro da un pezzo. E non solo quello anconetano. E’ stato decisionista in alcuni settori (vedi l’edilizia privata). Meno attento a riqualificare la città. Era ed è privo di un progetto. Ha limiti di proposta e di riforma con i quali si è scontrato e si scontra. Qual è la strategia per i prossimi decenni? Nessuna. Una delusione che non reca soltanto il nome di Sturani. Il Pd è un agglomerato di potere. Ecco l’errore. Le divisioni presenti in tutte le Marche sono lo specchio di un partito di potere in declino. La città di Ancona non è facile da governare. Ha compiti rilevanti per se stessa e per una comunità più vasta. Non bisogna dimenticare che essere capoluogo di regione vuol dire qualcosa. Ha bisogno dunque di buone idee e buona qualità di governo. Essere riformisti non è come indossare un abito, esibendo un’etichetta. Le riforme necessarie pretendono una cultura di fondo verso le novità da studiare, sperimentare, realizzare. Del resto ci si deve interrogare su come viene selezionata oggi la classe dirigente. E come è stata selezionata nel furore degli anni Novanta. Per molti saper governare voleva significare accusare i vecchi assessori e i sindaci che li avevano preceduti. Le primarie fino ad ora sono una kermesse plebiscitaria, una sorta di festa per convincere e convincersi che le scelte fatte da pochi vanno bene per tutti. Prioritaria è la selezione preventiva. Sono il dibattito, la formazione, la ricerca, il confronto serrato, la vicinanza ai cittadini, l’apertura verso chi ha qualcosa da dire».
La differenza rispetto ai “suoi” tempi?
«La prima Repubblica non era migliore. Era un’altra cosa. Mancano le spinte riformiste. Tutto si riduce ad essere per Berlusconi o contro Berlusconi. E’ importante. Ma in questo gioco la sinistra è perdente. Urta contro i propri limiti. Non compie analisi severe su come può prendere campo una sinistra di governo. Ha scritto Veneziani: “E’ Craxi l’unica efficace sinistra di governo che ha prodotto l’Italia”. Si può non essere d’accordo. In tutto o in parte. Ma nella prima Repubblica la sinistra era vivace. Era alla ricerca di nuove prospettive. Aveva una cultura socialista liberale che si è voluta seppellire. Ma è stato ed è – a mio parere – un grave errore. Poi, certamente il sistema politico, troppo incentrato sulla partitocrazia, andava rinnovato. Ma i frutti successivi non mi pare stiano dando buoni risultati. Per modificare nel profondo l’Italia occorrerebbe una vera revisione dell’assetto istituzionale. Altro che la Costituzione non si tocca. Una cura dimagrante urgente e senza pietà. Anche a livello locale».

PS Tolentino: comunicato stampa - www.sdiancona.it

16/03/2009 - (dal Segretario della Sezione di Tolentino)La sezione del Partito Socialista di Tolentino esprime soddisfazione e consenso per l’iniziativa messa in campo dal Partito per il raggiungimento di una fra le forze laiche, riformiste e di sinistra del Paese. “Condividiamo quanto sostenuto dal segretario nazionale Riccardo Nencini sul fatto che, oggi questa alleanza è indispensabile perché la difesa dei diritti civili e sociali rappresenta la vera ragione dello scontro politico che una sinistra moderna deve saper portare avanti in Italia come in tutta Europa. Il Paese ha bisogno di una chiara risposta alla crisi di laicità, di democrazia politica ed economica che sta allarmando sempre più ampi strati della nostra popolazione. I Socialisti di Tolentino auspicano che questa intesa si mantenga nello spirito del Manifesto del Partito del Socialismo Europeo approvato a Madrid il 1 dicembre scorso perché si metta fine a divisioni nocive per la presenza in Italia di una sinistra riformista fondata sui valori del merito, della inclusione, del rigore, della libertà” e perché i nostri europarlamentari, eletti sulla base di un progetto comune e di un programma condiviso per il governo dell’Europa in questo tempo di crisi, possano sedere accanto ai rappresentanti laburisti, socialisti e socialdemocratici di tutta Europa. Per queste ragioni non potremmo condividere la nascita di un cartello allargato a forze, certo importanti della sinistra Italiana, che non dispongono, però, dei nostri stessi punti di riferimento europei e non sono interessate alla costruzione di una sinistra moderna, riformista e liberale; si tratterebbe di una operazione destinata alla sconfitta non solo sul piano politico ma anche su quello elettorale.

mercoledì 18 marzo 2009



“SI FACCIA - SINISTRA e LIBERTA'



di Luca Cabascia*


Macerata 18/03/2009 - “Ha preso ufficialmente corpo a livello nazionale “Sinistra e Libertà”, l’alleanza tra Partito Socialista, Verdi, Unire la Sinistra, Movimento per la Sinistra, Sinistra Democratica, Critica Liberale e Partito d’Azione. L’unica concreta novità nel panorama italiano in generale e nel centro sinistra in particolare. L’unica concreta novità in sintonia con il panorama politico europeo”. Lo scrive Luca Cabascia vice segretario provinciale del Partito socialista che aggiunge: “Un’alleanza che potrà, finalmente, come dice il segretario del Ps Riccardo Nencini “riportare a sinistra la parola Libertà”. Anche a livello locale, al di là delle normali difficoltà comunicative che si incontrano tra soggetti politici diversi, auspico che quelli che si riconoscono nell’area rappresentata da “Sinistra e Libertà”, a cominciare dai compagni dell’Associazione per la Sinistra, inizino un cammino comune per la costruzione di una nuova realtà che si impegni fin dalle prossime provinciali”.

Vice Segretario Provinciale PS - MC*


SINISTRA e LIBERTA'
CONTRO IL REGIME DELL'INFORMAZIONE

18/03/2009 - Sinistra e Libertà ha tante ragioni di esistere, a partire da quella di riconquistare una voce che serva al Paese in difficoltà. Una voce che rompa il silenzio assordante di un sistema dell'informazione pubblica e privata asservita a quello che Pannella chiama, a ragione, il 'monopartitismo imperfetto'. Sinistra e Libertà nasce soprattutto per riaffermare il principio della laicità dello Stato, della liberà di ricerca scientifica, della libertà di scelta individuale. Nasce con l'idea di combattere oligarchie e corporazioni per dare opportunità ai giovani togliendoli da un precariato infinito e degradante. Può non riuscire, ma in questo momento è l'unica speranza.

Riccardo Nencini



Delibera adottata all’unanimità dalla Segreteria Nazionale nella riunione di martedì 17 marzo 2009

La Segreteria Nazionale del Partito Socialista, nella riunione di martedi 17 marzo ha approvato il seguente deliberato: La Segreteria Nazionale invita le strutture locali del Partito impegnate nelle elezioni amministrative a porre in essere tutte le iniziative miranti a costituire in ogni provincia e in ogni comune liste con il simbolo Sinistra e Libertà. Nel caso in cui le forze costituenti l’alleanza non raggiungano l’accordo unanime in tal senso in sede locale, il Partito Socialista si presenterà, ovunque sia possibile, con il proprio simbolo.