
di Luigi Tomassucci*
Sarnano - 28/02/2009
di Luigi Tomassucci*
di Ivo Costamagna*
benvenuto in Toscana, una terra che ha fatto della libertà un valore cui ispirarsi. Come voi. Qui, per la prima volta nella storia, sono state abolite la pena di morte e la tortura. Il 30 novembre 1786. Una ragione di più per difendere e promuovere i diritti fondamentali di ogni donna e di ogni uomo, ovunque siano nati ed ovunque vivano. E' alla 'libertà' che ci richiameremo guardando alle prossime elezioni europee. Noi siamo pronti. Pronti a mettere in campo una proposta rivolta alla sinistra democratica e liberale, federalista ed ecologista che sia un segno di novità in questa Italia dal bipolarismo coatto, incerta nell'affrontare la crisi economica, prigioniera dell'ortodossia pontificia sulle grandi questioni etiche, ferma sui diritti di terza generazione. Coalizzare queste forze per rendere l'Italia un paese più civile e più libero. Questo il nostro obiettivo. Da condividere con chi, come voi, combatte da sempre su questa difficile frontiera. Un patto che promuova diritti sociali e diritti civili, che si fondi su 'merito, rigore ed inclusione', che guardi ad un nuovo Statuto del Lavoro a protezione delle migliaia di precari che non godono di nessuna tutela, che garantisca l'antico motto 'libera Chiesa in libero Stato', che si ispiri al rigore ed alla responsabilità, a cominciare dalla difesa e dalla applicazione della nostra Costituzione in tutte le sue parti.
Se la sinistra riformista non impone queste priorità, l'Italia sarà meno libera, meno giusta, più povera.
Ciascuno di noi dovrà rinunciare ad una parte della propria sovranità per far vincere questa idea di futuro. Noi siamo pronti.
credo non sfugga a nessuno che il momento che stiamo vivendo in tutta Italia e nella nostra città sia uno dei più difficili dell’ intera storia socialista.
E’ a rischio la stessa possibilità per noi tutti di continuare a militare all’interno di una forza che legittimamente voglia continuare a chiamarsi socialista.
L’approssimarsi del prossimo appuntamento elettorale (Europee e Provinciali), pertanto, impone a tutti i veri socialisti una mobilitazione senza precedenti.
Compagni, in una situazione di emergenza, si può reagire in modi diversi:
si può smobilitare, rinunciare ad una militanza attiva perché ritenuta senza prospettive; si può decidere di abbandonare il campo e continuare l’impegno politico sotto altre bandiere e punti di riferimento.
Non credo siano queste le conclusioni cui vorranno giungere i socialisti di Tolentino.
I Socialisti di Tolentino non smobilitano, non sgombrano il campo, non vestiranno altre casacche.
I Socialisti continueranno a battersi perché l’Italia non resti l’unico Paese in Europa senza i Socialisti. La storia socialista non può finire qui e così, proprio quando il Paese sta scoprendo quanto sia difficile, per esso, misurarsi con una realtà che vede ridimensionata la presenza di una qualificata forza socialista riformista.
Compagni, so bene che queste sono soltanto parole!!, ma so anche altrettanto bene che se resta una sola speranza per un futuro socialista, questa risiede nella capacità che sapremo tutti dimostrare di continuare ad avere fiducia e di saper ripartire dal territorio.
I Socialisti hanno sempre fondato tutti i loro successi in un proficuo rapporto con la gente, sapendone interpretare meglio e prima degli altri, bisogni ed esigenze.
Si riparta, allora, dal territorio, partiamo dalle sezioni, partiamo dalla sezione di Tolentino.
Ancora una volta Tolentino può dare l’esempio a tutta la realtà maceratese.
E’ un compito difficile quello che ci aspetta ma per questo anche entusiasmante. Ma occorre soprattutto unità e condivisione degli obiettivi e delle strategie. Occorre recuperare il massimo della solidarietà fra iscritti e simpatizzanti. Per questo, compagni, confrontiamoci, con sincerità e serietà, subito, nella nostra sezione; affrontiamo, in un’ottica positiva, tutti i punti di frizione che possano aver impedito, in passato, il migliore sprigionarsi delle nostre energie e risorse. Solo così potremo uscire allo scoperto a testa alta, con l’orgoglio di una gloriosa storia alle spalle e un futuro che può offrire ancora motivi di soddisfazione alla nostra militanza.
Partecipiamo alla riunione fra iscritti e simpatizzanti socialisti Martedì 3 Marzo 2009, presso la sede del PS in Piazza della Libertà alle ore 21,15.
Claudio Simonetti - Segretario PS Tolentino
COMUNISTI ED EUROPEE. NENCINI:
*FERRERO GUARDA INDIETRO*
26/02/2009 -"L'anacronistico Ferrero, che pensa di aver vissuto sulla luna per il solo fatto di non aver perso da segretario di Rifondazione Comunista le ultime elezioni politiche, definisce 'guazzabuglio', sbagliando di grosso, il progetto politico degli altri partiti di sinistra in vista delle elezioni". Lo afferma il segretario del Ps, Riccardo Nencini. "Credo invece - aggiunge Nencini - che una sinistra riformista, socialista e laica con Fava, Vendola, la Francescato, Pannella e noi socialisti possa difendere i diritti civili e sociali, e rappresentare un punto di riferimento per chi vuole guardare avanti e concordare sui programmi. Che Ferrero voglia guardare indietro non mi stupisce. Che lui pensi che tutti debbano farlo si".
mi permetto di pubblicare, con il consenso dell'autore, il testo dell'intervento del compagno Paolo Cola, Vicesegretario regionale FGS Lazio, al recente congresso nazionale di Salerno, che offre degli interessanti spunti di riflessione sulla problematica delle tutele da garantire ai lavoratori, posti di fronte ad una crisi economica sempre più grave, e dinanzi ai sistematici attacchi portati avanti dall'attuale Governo ai diritti dei lavoratori.
Riccardo Morelli
Come giovani e socialisti, in questo Congresso abbiamo il dovere di analizzare le inevitabili ripercussioni che la crisi economica avrà sul nostro futuro. A tal proposito c’è l’urgenza di prendere assolutamente una posizione rispetto alla sostanziale e scandalosa immobilità del Governo Italiano nell’ affrontare l’emergenza, pena, un nostro ulteriore allontanamento dai bisogni delle persone. Assistiamo sgomenti dinanzi all’ottimismo di Tremonti, il quale dice che va tutto bene, e afferma che con soli 5 miliardi tutto tornerà a posto. Ma basta guardare i dati sulla Cassa integrazione per renderci conto della gravità della situazione in cui viviamo: secondo l'Osservatorio Cgil, il ricorso alla Cassa integrazione nel 2008, ha fatto registrare, per i settori dell'industria e del commercio, un aumento del 27,04%, e per il solo mese di dicembre, del 129,66%. Al centro della crisi c'è l'auto in primo luogo, tutto il settore dei beni durevoli, quello delle macchine utensili e l'edilizia. A partire da marzo si registrerà il culmine di questo andamento, a fronte del quale le risorse ipotizzate, per il sostegno ai settori produttivi e per gli ammortizzatori sociali, sono assolutamente insufficienti. Non possiamo nemmeno tacere i dati dell’organizzazione internazionale del lavoro, la quale afferma che a livello mondiale la disoccupazione oscilla tra il 15 e il 51%. Purtroppo l’Italia secondo le previsioni europee, parteciperà attivamente a questo dato negativo, , con una percentuale stimabile tra l’1% e il 3%. Dinanzi a questi dati cosa sta facendo il Governo Berlusconi? Assolutamente niente! E assolutamente inefficacie è il decreto cosiddetto “anti crisi”, il quale non stanza un euro in più per gli ammortizzatori sociali, e istituisce inutili e moralistiche “porno tax”. Ma soprattutto istituisce la “Social Card”…Compagni, questa è l’invenzione più stupida che Tremonti possa aver fatto. Sono all’ordine del giorno i racconti di anziani che si sono ritrovati alla cassa senza che la card fosse ricaricata. E sono all’ordine del giorno casi di depressione causati dalla vergogna che questa “tessera della povertà” ha causato in molti di essi. Provo profonda vergogna dinanzi a tutto ciò. E tale vergogna, che ora si mescola a rabbia, è rafforzata dai dati: solo 450 mila persone hanno ottenuto la social card rispetto all’ 1,3 milioni previsti dal Governo, e molte di esse non hanno soldi nella tessera! A Tremonti vorrei chiedere: perché non utilizzare la social card solo per ottenere sconti nei negozi e trasferire i soldi nei conti correnti di coloro che ne hanno diritto?
Questa proposta è stata avanzata anche dalla Cgil, ma vorrei che oggi da qui, fossero anche i Giovani Socialisti a proporla al Governo. Dobbiamo smascherare questo Governo di pubblicisti e di manipolatori: occorre avere il coraggio di dire che queste azioni non risolvono assolutamente i problemi delle persone in difficoltà, anzi le costringono dinanzi agli uffici postali e a scene umilianti nei supermercati.
Un’altra perla del Governo è la cosiddetta riforma dei Contratti. Berlusconi e la Confindustria hanno pensato bene di sfruttare questo momento di crisi per dare la botta definitiva all’ultimo baluardo dei diritti dei lavoratori: il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro. La Cgil stima che ogni anno i lavoratori perderanno 300 euro e diritti fondamentali che noi giovani non avremo più.
I punti critici di quell’accordo assurdo, che ha visto la più grande organizzazione dei lavori esclusa, sono 3:
Un’altra questione è il tentativo previsto nell’accordo, di non utilizzare il valore della base di calcolo che oggi i contratti hanno, e che sono stati decisi sempre assieme tra le parti. Questa base di calcolo la si vuole abbassare! Cosa vuol dire abbassare? Se fosse confermata questa scelta, e l’inflazione fosse ad esempio al 6%, quel 6% non va a moltiplicare un valore che è quello oggi di base, ma un valore più basso. Nei meccanici, che hanno un valore del punto di circa 19 euro, lo hanno abbassato di un punto e mezzo, e quando vai a fare la moltiplicazione, la somma è più bassa; vuol dire che non recupera il 6% ma il 4%, e così pure tutte le altre categorie. In questo modo: se sommiamo l’inflazione che viene depurata, il fatto che non si recuperi mai l’inflazione reale, e il fatto che si abbassi il valore del punto, genera una conseguenza: che con il CCNL, strutturalmente non si recupererà il potere d’acquisto perso. E neanche può compensare, l’idea di mettere nel CCNL un’indennità per chi non ha il secondo livello, perché mentre la prima proposta riduce di molto la media di tutti, questa cosa che può essere positiva, riguarda solo una minoranza di imprese e di lavoratori: anche contando tutto, il salario del CCNL tende a scendere rispetto a quello che è oggi.
Compagni, dinanzi a tale tentativo da parte delle destre di ipotecare il nostro futuro, occorre che la sinistra riformista e socialista alzi la voce a favore dei lavoratori. Occorre che i Socialisti tornino in fabbrica a parlare con i lavoratori, con i migliaia di precari sfruttati e senza tutele. Da questo punto di vista è positiva la proposta di legge del Partito che mira ad istituire uno statuto dei precari, ma non basta. Non si può pensare di far ripartire l’economia se si abbassano i salari ai lavoratori. E non possiamo pensare di costruire una società più giusta, se ci sono giovani e meno giovani senza tutele di alcun tipo. Occorre ripensare l’economia, e proporre con forza il modello socialista europeo della “flex security”: flessibilità, ma garanzia da parte dello Stato di trovare una nuova occupazione mediante corsi formativi. Solo così saremo in grado di presentarci dinanzi agli elettori, e solo così potremo sperare di scalzare la sinistra estrema e il Partito Democratico dalle loro opposte demagogie. Veltroni (e finisco), nei giorni scorsi ha dichiarato che per finanziare gli ammortizzatori sociali occorre tagliare i rendimenti delle pensioni…questa è pazzia allo stato puro. L’Italia ha bisogno della forza propositiva dei Socialisti: sta a noi metterci in gioco e proporre un nuovo modello di società a misura d’uomo.