lunedì 8 febbraio 2010

*IL TRADIMENTO DEL SOCIALISMO ED I SOCIALISTI* di Ivo Costamagna



*IL TRADIMENTO DEL SOCIALISMO ED I SOCIALISTI*

*LETTERA APERTA A TUTTI I COMPAGNI SOCIALISTI*


CARI COMPAGNI/E,

le cose scritte negli ultimi Post e Commenti, nel chiamarmi in causa,
mi danno l'occasione per precisare alcune cose fondamentali nella e
per la vita del Partito Socialista Italiano della Provincia di
Macerata da oggi sino alle Elezioni Regionali prima ed al Congresso
poi.

Lo farò con la solita schiettezza e, quindi, con "cruda" ma
necessaria, chiarezza.

Questo sito lo abbiamo voluto e lo vogliamo mantenere, visti anche i
risultati molto positivi che sta ottenendo, un SITO APERTO E...
LIBERTARIO CHE, PERO', NON PUO' SIGNIFICARE ANARCOIDE O, PEGGIO, UN
LUOGO DOVE SI PUO', IMPUNEMENTE, INSULTARE DIRIGENTI E MILITANTI DEL
PSI O, ADDIRITTURA, IL PARTITO STESSO.

QUESTO E', INFATTI, IL SITO UFFICIALE DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE
DEL PSI ED IL SOTTOSCRITTO, SINO A QUANDO NE SARA' IL RESPONSABILE, IN
QUANTO SEGRETARIO, NON PUO' CONSENTIRE CHE QUALCUNO LO TRASFORMI IN
UNO STRUMENTO CONTRO *I SOCIALISTI*.

*GLI UNICI CHE SONO TALI, VA CHIARITO SUBITO, SONO COLORO CHE NON SOLO
SONO ISCRITTI MA CHE MILITANO, SI CANDIDANO E VOTANO PER IL PSI E PER
LE LISTE A CUI IL PSI PARTECIPA.*

Autodefinirsi *SOCIALISTI* oggi lo fanno in tanti e poi, magari,
votano... dalla DESTRA di Storace, passando per il PDL, sino a (pochi,
in verità) RIFONDAZIONE COMUNISTA!
Si tratta di un'operazione trasformista che serve a qualcuno soltanto
per lenire la propria "cattiva coscienza" e, in quanto tale, non può e
non deve interessarci.

Un sito, quindi, aperto ma a coloro che si sentono appartenenti
all'area della SINISTRA LAICA, RIFORMISTA, ECOLOGISTA, RADICALE e
quindi... SOCIALISTA !
Altro che *Sinistra senza aggettivi* che, oggi, predica Vendola al
culmine di una involuzione culturale e politica che sta vivendo in
questi ultimi mesi.

La Sinistra senza aggettivi serve a chi gli aggettivi non li può usare
perchè proviene, E NON VUOLE DISTACCARSENE DEFINITIVAMENTE, da una
cultura e da una storia che è stata sconfitta: quella COMUNISTA.

Ecco perchè invito il Prof. Carlo Felice a lasciar stare, nei suoi
dotti interventi, i riferimenti a FILIPPO TURATI E, FINANCO, A
RICCARDO LOMBARDI che, nella loro vita, non hanno mai fatto e neanche
pensato di fare ciò che, invece, vuole fare lui: l'ennesima micro
micro scissione di una pseudo "sinistra socialista" verso il lido,
oggi "ORGOGLIOSAMENTE COMUNISTA", di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' come
testualmente dichiarato da Vendola nell'ultima trasmissione di "Porta
a Porta" a cui ha partecipato pochi giorni fa.

"SCHERZI COI FANTI MA LASCI STARE I SANTI", prof. Felice.

Se proprio vogliamo trovare un riferimento storico (anch'esso,
comunque, eccessivo) a questo tentativo di micro scissione, che mi
auguro fallisca per la MANCATA ADESIONE DEI COMPAGNI, dobbiamo
ricorrere ai... "CARRISTI" DEL PSIUP GUIDATI DA TULLIO VECCHIETTI E...
DAI RUBLI SOVIETICI (...ALTRO CHE TURATI E LOMBARDI!!)

Ecco perchè nelle Marche abbiamo promosso ALLEANZA RIFORMISTA anche
con quella parte di Cattolici Democratici che, come affermava De
Gasperi, si colloca LAICAMENTE al centro ma ha lo sguardo
convintamente rivolto a SINISTRA.

Non è forse vero che solo grazie all'apporto politico ed elettorale di
questa parte della DC si sono potute vincere le più grandi battaglie
laiche, socialiste, repubblicane e radicali?

Ricorda, Prof. Felice, il Referendum tra REPUBBLICA e Monarchia e
quelli su DIVORZIO ED ABORTO sino ad arrivare a quello economico sulla
SCALA MOBILE?

*TUTTE VITTORIE LAICAMENTE SEGNATE DALL'ALLEANZA RIFORMISTA TRA
SOCIALISTI, REPUBBLICANI E CATTOLICI LIBERALI*

RISPETTO A QUESTA CHE E' LA SITUAZIONE COMPLESSIVA NAZIONALE DIVERSI
POSSONO ESSERE I RAPPORTI CON SEL NELLE SINGOLE REALTA' LOCALI, PER
ACCORDI ELETTORALI IN ELEZIONI CHE SONO, APPUNTO, REGIONALI.

Nelle Marche, ad esempio, Alleanza Riformista nasce dopo che SEL ha
sprezzantemente rifiutato, durante l'Assemblea Regionale dello scorso
8 Dicembre, la PROPOSTA, UFFICIALMENTE AVANZATA DAL PSI, DI FAR
PARTIRE L'ALLEANZA LAICA DELLE FORZE DELLA SINISTRA NON COMUNISTA
PROPRIO DA UN PATTO FEDERATIVO TRA PSI E SEL.
Il motivo del rifiuto di SEL, camuffato allora dai "paroloni" del
Coordinatore Regionale Mentrasti, è oggi, PROPRIO OGGI, chiaro.
SEL DELLE MARCHE, A DIFFERENZA DI ALTRE REGIONI COME IL VENETO, NON
VUOL RECIDERE IL CORDONE OMBELLICALE CON I PARTITI DELLA FEDERAZIONE
COMUNISTA (PRC e PDCI).

Vendola è un leader capace di entusiasmare ma, sino a quando non
scioglierà questo nodo politico, NON E' UN LEADER SOCIALISTA E/O DEI
SOCIALISTI.

Eppure è stato ad un passo dal diventarlo.
Sapete da chi ho ascoltato il miglior intervento degli ultimi anni
sulla... PROFONDA DIFFERENZA TRA LA "SOLITA" SCISSIONE DELLA SINISTRA
SOCIALISTA (parole testuali) ED, INVECE, IL RAPPORTO CON L'INTERO PSI,
NON SOLO PER LA SUA STORIA MA ANCHE, E SOPRATTUTTO, PER LA SUA
ATTUALITA' (parole testuali)?
Proprio da NICHI VENDOLA durante l'Assemblea Nazionale, del 20
Settembre scorso, a Bagnoli, di SINISTRA e LIBERTA' (quella...
originaria).

RIASCOLTATE QUELL'INTERVENTO E, SOPRATTUTTO, FATELO RIASCOLTARE A
VENDOLA. Sono passati solo 4 mesi ma sembrano 40 anni.

Oggi, infatti, Vendola (divenuto Portavoce Nazionale di SEL -versione
"geneticamente modificata") HA DEFINITIVAMENTE COMPIUTO, con la
LETTERA che ha inviato AL CONVEGNO DELLA PSEUDO "SINISTRA SOCIALISTA",

*IL TRADIMENTO DEL SOCIALISMO*

cercando di dividere, esattamente come facevano i COMUNISTI quarantanni fa,

*I SOCIALISTI*.

Questo è davvero un gran brutto film già visto...!
HA TOTALMENTE RAGIONE, NEL RILEVARLO, IL SEGRETARIO NAZIONALE DEL PSI,
RICCARDO NENCINI.

ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE ED OPERATIVE:

1) Si (s)parla di autoreferenzialità del PSI.
Non può certo esserlo un partito che, nonostante la sua attuale,
ridotta, consistenza numerica, è L'UNICO PARTITO ITALIANO RICONOSCIUTO
DAL PSE E, QUINDI, L'UNICO A FARNE PARTE.

Dobbiamo prendere atto, purtroppo, che alla "Sinistra senza aggettivi"
di Vendola e SEL, oggi, l'orizzonte di un riferimento ideale al
SOCIALISMO EUROPEO non interessa più, probabilmente per ragioni uguali
e contrarie a quelle del PD.

QUESTO E' IL SECONDO, VERO,

*TRADIMENTO DEL SOCIALISMO*

CHE HO VISTO COMPIERE IN QUESTI ULTIMI MESI.

PER *I SOCIALISTI ITALIANI*, INVECE, IL PARTITO DEL SOCIALISMO
EUROPEO, RESTA IL RIFERMENTO, POLITICO E PROGRAMMATICO, FONDAMENTALE E
PRIORITARIO.
Non a caso, nello scorso Dicembre, dopo la rottura con il PSI, ciò che
è rimasto di SEL si è ben guardato dall'inviare una propria
Delegazione al Congresso di Praga del PSE come era stato, invece,
concordato.

2) ONESTA' PERSONALE E POLITICA IMPONE UNA SCELTA: NON SI PUO' ESSERE
ISCRITTI AL PSI E CANDIDARSI E/O VOTARE PER LISTE DI CUI IL PSI NON FA
PARTE, SEL COMPRESA.
Il PSI NON E' UN LUNA PARK O, PEGGIO, UN... ALBERGO AD ORE!

E' vero, invece, che solo iscrivendosi al PSI e sostenendo le sue
liste alle elezioni regionali, si avrà titolo per partecipare al suo
Congresso.
Un Congresso, quello del PSI, che, forse, sarà anche l'ultima
occasione per tentare di far riprendere a SEL la sua "vocazione
originaria" (quella di Bagnoli) di forza della Sinistra Laica,
Riformista e Socialista.
IMPRESA IMPOSSIBILE SE TENTATA DA SINGOLI, MAGARI ANCHE RIUNITI IN
IMPROBABILI ASSOCIAZIONI COME "SOCIALISMOeSINISTRA"
Si avvicina Carnevale... cerchiamo, almeno tra di noi, di essere
*seri*... UN GIORNO ALL'ANNO, prendendo, in questo, esempio dal
COMPAGNO BOBO CRAXI che ha scelto di combattere NEL partito e non
CONTRO di esso.

Smettiamo anche di diffondere notizie non vere, COME QUELLE SULLA
RIUNIONE DEL PSI DI ANCONA, SULLE POSSIBILITA' DI ELEZIONE DI QUESTO O
QUELLO E SUL RUOLO DEL PSI DI MACERATA.
TENTARE DI CONFONDERE I COMPAGNI IN BUONA FEDE E' LA COSA PIU' ODIOSA
CHE SI POSSA FARE.

3)Il PSI è già talmente "oscurato" dai grandi mezzi di comunicazione
(giornali e TV) che non può permettersi, prima ancora di non poterlo
accettare, che i suoi piccoli spazi web, COME QUESTO SITO, vengano
usati contro la linea politica democraticamente decisa o, peggio
ancora, per INSULTARE COMPAGNI, COME, NEL CASO SPECIFICO, GIANLUCA
GELSOMINO, CHE, RAGIONANDO LIBERAMENTE CON LA PROPRIA TESTA, HA
COMPIUTO UN PERCORSO CHE, PER ALCUNI TRATTI, POSSO NON AVER CONDIVISO
MA CHE NON POTEVA NON ESSERE RISPETTATO PROPRIO PER LA CHIAREZZA CON
CUI HA COMPIUTO LE SUE SCELTE, METTENDOCI SEMPRE LA "FACCIA" E, A
VOLTE, SUBENDONE ANCHE INGIUSTE CONSEGUENZE.

4) In campagna elettorale, e non solo, un Partito deve diffondere LE
PROPRIE IDEE e NON QUELLE DEI SUOI CONCORRENTI.

Nessuno tenti, quindi, di far passare per "brutale" CENSURA la
semplice applicazione di questi elementari principi di civile
convivenza che, invece, SONO STATI CALPESTATI CON POST E COMMENTI CHE,
QUELLI SI, COSTITUIVANO IL TERZO...

"TRADIMENTO DEL SOCIALISMO E DEI SOCIALISTI".

5) Tutto quello che ho scritto vale, naturalmente ed a maggior
ragione, per chi pensa di essere iscritto al PSI e poi di votare e/o
sostenere, alle elezioni regionali (elezioni, quindi, di chiara
valenza politica) liste e candidati del Centro-Destra.
In questo caso l'incompatibilità è talmente ovvia che non necessita di
ulteriori sottolineature.
I SOCIALISTI, NONOSTANTE "QUESTO" PD E DI PIETRO, SONO DI SINISTRA,
ANZI, IN EUROPA, SONO LA SINISTRA !

6)Per poter tornare a crescere un partito, piccolo ma con una storia
gloriosa come il PSI, deve darsi, almeno, delle REGOLE al suo interno
che siano di grande CHIAREZZA, TRASPARENZA E CHE VALGANO DAVVERO PER
TUTTI.
Al resto, a tutto il resto, penseremo al CONGRESSO già fissato per il
prossimo mese di MAGGIO.


PRIMA PERO', ANCORA UNA VOLTA, DOBBIAMO FAR *VIVERE* IL PSI ELEGGENDO
PIU' SOCIALISTI POSSIBILE NELLE REGIONI.

POI RIPARTIREMO DA LI.

Per far si che questo sia possibile ricorro, una volta di più, ad un
monito e ad un insegnamento di PIETRO NENNI:

*I COMUNISTI CON I COMUNISTI,

I SOCIALISTI CON I SOCIALISTI!*

BUON LAVORO, COMPAGNI!

Macerata, li 8 Febbraio 2010

IVO COSTAMAGNA
(Consiglio Nazionale e Segretario Provinciale PSI Macerata)


--
www.partitosocialista-mc.org
--

venerdì 5 febbraio 2010

Socialismo e Tradimento

SOCIALISMO E TRADIMENTO


di Carolus Felix

Cari compañeros, eravamo rimasti alla bella lettera che ci ha rivolto il primo febbraio Nichi Vendola, in cui, tra l’altro, è scritto: “Sono ben cosciente che la mia affermazione nelle primarie pugliesi è dovuta anche al sostegno che ho ricevuto da voi, compagne e compagni della sinistra socialista. Di questo vi ringrazio profondamente soprattutto perché questo risultato e il modo con cui è maturato rafforza l’unità tra noi e rende concreta la costruzione di Sinistra Ecologia e Libertà come un nuovo soggetto politico della sinistra unitario e plurale…”
Oggi arriva la risposta un po’ stizzita del segretario del Psi. Leggiamo infatti nel suo “personalissimo” sito del “suo” partito: “Nichi Vendola si comporta e parla come un Giano bifronte: con una faccia invita i socialisti a sostenerlo nelle primarie pugliesi e a costruire liste comuni per le elezioni regionali, con l'altra dice loro di tradire il Psi per entrare in Sinistra Ecologia e Libertà”.
E’ quanto afferma il segretario del Psi, Riccardo Nencini, con riferimento alla lettera inviata dal leader di SEL a un convegno del partito socialista svoltosi a Roma nei giorni scorsi.
“Se vuole vincere in Puglia – conclude Nencini - Vendola abbandoni queste astuzie da Luna Park”.
Pare dunque che, dopo un convegno in cui l’attenzione è stata posta soprattutto sulle politiche necessarie all’innovazione e alla promozione di un lavoro che sia degno di un essere umano non precarizzato e non sfruttato e vilipeso, come sta accadendo in tutta Italia, al punto che gli stessi lavoratori per testimoniare la loro tragedia sono costretti come bonzi ad auto immolarsi fino a bruciarsi vivi, i “moralisti della politica”, quelli che si vedono più nelle segreterie di partito e nei palazzi del potere, a comporre spasmodicamente le liste per arrivare a tutti i costi sull’ambita poltroncina, piuttosto che in piazza o nei luoghi della vera sofferenza dei “paria” del mercato neoiliberista, ci faccia proprio la “morale”..
Ci suggerisca di non ascoltare la voce del “tradimento”, ma di che cosa? Forse della vocazione originaria di ogni autentico Socialismo?
Turati saggiamente tanti anni fa scriveva:
“La ferocia dei moralisti è superata soltanto dalla loro profonda stupidità.”. E dichiarava nell’agosto 1928: “..Questa lebbra si manifesta, più o meno visibile all’esterno; ovunque il capitalismo degenerando in plutocrazia, si trovi ad una svolta nella storia, che non si può evitare e che non si supera vittoriosamente che avendola prevista in tempo utile e avendo predisposto tutte le munizioni necessarie per la difesa armata sufficiente. Chi dice capitalismo intende plutocrazia, imperialismo, tirannia e possibilità di rovina. Chi dice capitalismo intende designare con questa parola la necessità per il privilegio economico – che è tutt’uno con il privilegio politico – di ricorrere, il giorno in cui si sentisse minacciato da vicino, preso da terrore, a qualsiasi mezzo, nessuno escluso, a tutte le smentite e a tutte le sconfessioni le più incredibili ed abominevoli; persino ciò che è essenziale – contro i propri interessi chiaroveggenti della borghesia produttrice pur di allontanare, o di darsi l’illusione di allontanare, non fosse che per un giorno, il rischio della minaccia..” E ancora: “Effettivamente il fascismo cospira col bolscevismo, di cui è il piatto plagiario. Esso non è soltanto, come fu detto, un specie di bolscevismo alla rovescia, è un bolscevismo reale, a servigio di tutte le reazioni. Esso aiuta il comunismo, pur combattendolo per presentare un alibi agli occhi dei gonzi. Se il fascismo durasse a lungo, se si sviluppasse appieno, non avrebbe che un unico sbocco: il comunismo, di cui ha agitato lo spettro, per spaventare, dividere la gente timorata di ogni stato sociale, questo dilemma menzognero: o comunismo o fascismo. E’ la parola insieme di Mussolini e della Terza Internazionale. Dimenticando, tacendo di proposito che tra questi due termini, e contro questa antitesi, c’è il terzo termine: il socialismo e la democrazia socialista. Ad una sola condizione: che essendo il socialismo, sappia essere veramente la democrazia, senza equivoci e senza concessioni opportunistiche, la democrazia, di cui il socialismo è il coronamento logico e necessario”
Questa lunga citazione forse spiega meglio il senso delle mie ultime note relative al mio intervento all’assemblea socialista del primo di febbraio in cui paragono “i valori socialisti” alle “munizioni” e l’altra che ho scritto in merito al “tramonto del bolscevismo” come prassi politica tuttora perdurante nelle segreterie dei partiti padronali o di nomenklatura .
Turati parla di “democrazia socialista” aggiungendo “senza equivoci e senza concezioni opportunistiche”.
Vogliamo valutare l’operato dell’attuale direzione del Psi, per misurare la coerenza della sua prassi con le parole di Turati testé citate? Vogliamo ricordare il caso “Toscana” o adesso le “manovre pugliesi”, o quelle in Liguria, per misurare il vero tradimento degli ideali e dei valori del Socialismo Italiano?
Vogliamo misurare la prassi “bolscevica” di pretendere di dirigere senza confronto congressuale l’operato di un partito in scelte cruciali per il suo destino e per quello della politica italiana? Pensateci compagni, io ve l’ho ricordato: le “munizioni” ci sono, ma sembra che a qualcuno scoppino in mano.
Noi che abbiamo voluto ricordare nel convegno recente la vocazione originaria anticapitalista e antiplutocratica del socialismo ed esigere coerentemente una politica “senza equivoci e senza concezioni opportunistiche”, rischiamo di essere indotti al tradimento da chi ce ne riconosce il pieno valore? Oppure non è forse vero il contrario e cioé che siamo già stati traditi da chi teorizza ed opera in senso diametralmente opposto ai nostri padri fondatori?
La democrazia socialista, lo leggete nelle parole esplicite di Turati, consiste nel coniugare le libertà, tutte le libertà, con il senso irriducibile della solidarietà, della coesione sociale, combattendo ogni forma di privilegio e di sopruso, così come ogni tipo di opportunismo.
Noi, se vogliamo risorgere, dobbiamo tornare a combattere per dei grandi valori, non per quattro poltrone sgangherate e imbottite di quattrini.
Bisogna rifondare un partito plurale, in cui questi principi siano il fondamento essenziale di ogni prassi politica e che metta in pratica concretamente il motto di Turati: “Le libertà sono tutte solidali. Non se ne offende una senza offenderle tutte.”
Noi nel convegno del primo di febbraio, non abbiano attraversato lo stretto di Scilla e Cariddi cone la cera nelle orecchie per resistere alla tentazione di tradire il Socialismo; noi abbiamo varcato quel Rubicone che pretendeva di porre un muro di fronte alla libertà e all’onestà dei veri principi del Socialismo Italiano. Noi non abbiamo fatto altro che esercitare questa libertà, in nome di tante altre che le sono solidali, affinché tutte contribuiscano alla nascita di un nuovo “soggetto politico della sinistra unitario e plurale” (come specifica il compagno Vendola) il quale non sia altro, in definitiva, che la sorgente originaria da cui tutta la sinistra italiana è nata.
Non vi pare che qualcuno oggi ci offenda, e offendendo noi, offenda conseguentemente tutta la vera sinistra?
Pensateci compagni, e soprattutto sappiate agire di conseguenza !!!

http://www.socialismoesinistra.it


NENCINI A VENDOLA: NO AD ASTUZIE DA LUNA PARK

REGIONALI. NENCINI A VENDOLA:
NO AD ASTUZIE DA LUNA PARK


05/02/2009 - “Nichi Vendola si comporta e parla come un Giano bifronte: con una faccia invita i socialisti a sostenerlo nelle primarie pugliesi e a costruire liste comuni per le elezioni regionali, con l'altra dice loro di tradire il Psi per entrare in Sinistra Ecologia e Libertà”. E’ quanto afferma il segretario del Psi, Riccardo Nencini, con riferimento alla lettera inviata dal leader di SEL a un convegno del Partito Socialista svoltosi a Roma nei giorni scorsi. “Se vuole vincere in Puglia – conclude Nencini - Vendola abbandoni queste astuzie da Luna Park”.


Il pensiero rivoluzionario

Il pensiero rivoluzionario


di Andrea Ventura

Esce nelle librerie “Lombardi e il fenicottero” di Carlo Patrignani.

Una ricostruzione documentata e toccante del Grande Socialista Liberale che ha speso la vita alla ricerca dell'alternativa di sinistra.



Oggi che la politica è ridotta a pura gestione del potere fino al punto di violentare le idee e la storia, e un dirigente di primo piano come Massimo D’Alema può arruolare anche Gramsci tra i fautori del Concordato tra Chiesa e Stato fascista, riscoprire la figura e il pensiero di Riccardo Lombardi è un esercizio assolutamente salutare.

Lombardi, infatti, fa parte di quella generazione che, all’opposto, subordinava l’azione politica alla riflessione sui grandi nodi dello sviluppo sociale e civile del Paese. Discutere delle sue idee quindi, di per sé, getta luce sulle miserie della politica odierna. Il libro di Carlo Patrignani, Lombardi e il fenicottero, Edizioni L’Asino d’oro, Roma 2009, si inserisce peraltro in un contesto in cui compaiono numerosi lavori di ricostruzione della vicenda storica dell’Italia dal dopoguerra a oggi, lavori che si interrogano in particolare sulle ragioni della sconfitta della sinistra e che a essa attribuiscono le difficoltà e i rischi per la democrazia che sono sotto gli occhi di tutti.

Da tali studi emerge in modo lampante il passaggio storico, il cambio di clima, possiamo dire il cambio di paradigma politico e di assetto delle forze in campo che avviene tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, quasi che nello scorcio di pochi anni, e in particolare tra il 1976 e il 1979, nel periodo cioè che ha visto il Pci entrare nell’area di governo, si fosse consumata ogni possibilità di offrire ai movimenti degli anni Settanta uno sbocco in grado di avviare un mutamento negli assetti politici e sociali del Paese.

Questo arresto si è poi rapidamente trasformato in una sconfitta di portata storica.

Il lavoro di Patrignani mostra la distanza tra le posizioni di Lombardi e il paradigma fondamentale all’interno del quale si muovevano le principali forze politiche del Paese. Lombardi, infatti, aveva ben chiari i limiti dall’assioma fondamentale del marxismo, per il quale il superamento dei rapporti di produzione capitalistici costituisce la condizione essenziale per la costruzione di una società socialista, ma al contempo era convinto che ogni riflessione sull’economia dovesse partire dal concetto di alienazione di Marx.

Egli era dunque distante sia dal riformismo del Partito socialista, che comportava l’abbandono di ogni prospettiva di superamento del capitalismo, sia dalla proposta di “compromesso storico” avanzata nel 1973 dal Pci di Berlinguer, che in modo assolutamente paradossale legava la possibilità di una prospettiva socialista, cioè di superamento dell’alienazione, all’accordo con una forza politica dichiaratamente cristiana come la Dc.

Lontano dunque dalla rinuncia alla trasformazione sociale ma anche da queste devastanti contraddizioni, pur nella profonda attenzione verso tutto ciò che si muoveva all’interno del mondo cattolico e in campo comunista,

Lombardi non solo si definiva “acomunista” ma riteneva che nessuna riflessione sulla scissione mezzi-fini e sui crimini dello stalinismo potesse prescindere da una critica più profonda al nucleo platonico cristiano di tutte quelle filosofie per le quali la storia avrebbe una sua razionalità legata al compimento di un fine ultimo trascendente, del quale qualcuno, uomo, Stato, partito o Chiesa, sarebbe l’interprete.

Profondamente democratico dunque, ma anche rivoluzionario.

La sua pratica politica, definita come “riformismo rivoluzionario” per il voler tenere insieme la prospettiva di governo con quella dei movimenti di massa, non poteva che basarsi su di una dimensione culturale.

Questa, nello specifico, veniva a configurarsi nella proposta di una società “diversamente ricca”: una società distante sia dal modello capitalistico, sia da quello dei Paesi del socialismo reale, che oltre al benessere economico fosse in grado di domandare più cultura, più tempo libero, «più capacità degli operai di leggere Dante o apprezzare Picasso».

Avanzata fin dagli anni Sessanta, questa proposta culturale si differenziava nettamente dalla “austerità” di Berlinguer e dai “sacrifici” della svolta della Cgil dell’Eur del 1977 le quali, piuttosto che proporre una diversa realizzazione di identità umana, invitavano alla rinuncia e al rispetto delle compatibilità con gli assetti economici e politici in essere.

Il lavoro di Patrignani è accompagnato da una prefazione di Marco Pannella ed è arricchito da interviste allo stesso Pannella, a Michele Ciliberto, Giorgio Ruffolo e Tullia Carettoni.

Esso non guarda al passato ma offre una prospettiva di ricerca che, nel momento in cui la crisi pone problemi nuovi alla politica, all’economia e alla cultura, presenta aspetti di sorprendente attualità.



NENCINI: L’AVANTI! DELLA DOMENICA CONTRO LA CENSURA DELLA TV


[AVANTI+ROSSO.jpg]


“Potevamo fare lo sciopero della fame invece abbiamo deciso di far riuscire l’“Avanti! della domenica”.

Così il segretario del Psi, Riccardo Nencini, ha spiegato questa mattina in una conferenza stampa alla Camera, presenti numerosi esponenti socialisti da Ugo Intini a Bobo Craxi, Roberto Biscardini, Marco di Lello, Angelo Sollazzo, la decisione di riprendere la pubblicazione dello storico settimanale di fronte al silenzio che circonda tutta l’attività dei socialisti.

Una condizione insopportabile visto che, per esempio, “in cinque mesi il Psi ha avuto 15 secondi di sonoro e 2 minuti e venti di immagini sui tre principali tg Rai.

Inoltre – ha aggiunto Nencini – non siamo mai stati invitati a una delle trasmissioni di approfondimento come Ballarò, Anno Zero o Porta a Porta.

Non pretendiamo di essere lanciati in orbita come, ad esempio, è capitato con Renata Polverini, che fa il pieno quotidiano di presenze su tutti i canali pubblici e privati pur avendo l’Ugl, almeno a leggere le inchieste di qualche giornale, molti meno iscritti del Psi.

Se non altro ci auguriamo che l’“Avanti!” della domenica, come succede per altri giornali, venga inserito nelle rassegne stampa di radio e tv”. Il settimanale socialista, così come l’altro mensile storico, “Mondoperaio”, edito anch’esso dal Psi, non usufruisce del finanziamento pubblico per la stampa di partito. “Ci autofinanziamo – ha aggiunto - e ne siamo orgogliosi.

L’“Avanti!”, nato nel natale del 1896, è la testata di partito più antica che c’è al pari del mensile “Mondoperaio”, uscito per la prima volta nel 1956”.

L’“Avanti! della domenica” parte con una tiratura di trentamila copie, che raggiungeranno i quadri di partito, una parte degli iscritti e dei simpatizzanti. Il taglio sarà “garibaldino, di denuncia, a cominciare dal problema della censura della Rai” ma nello stesso tempo di informazione, “essenziale per assicurare un minimo vitale di circolazione alle idee socialiste”. L’ambizione è quella di “scardinare le porte di un’informazione che guarda altrove” e di “trasformarlo in quotidiano quanto prima”.


giovedì 4 febbraio 2010

Lettera di Nichi Vendola ai compagni della Sinistra Socialista

Lettera di Nichi Vendola
Ai compagni della Sinistra Socialista






Care compagne e cari compagni,
mi spiace non potere essere oggi con voi.
Perdonatemi ma non si può essere dappertutto, anche se mi piacerebbe. La realtà è che i miei impegni sono di molto aumentati dopo quanto di bello è accaduto qui in Puglia. Sono ben cosciente che la mia affermazione nelle primarie pugliesi è dovuta anche al sostegno che ho ricevuto da voi, compagne e compagni della sinistra socialista. Di questo vi ringrazio profondamente soprattutto perché questo risultato e il modo con cui è maturato rafforza l’unità tra noi e rende concreta la costruzione di Sinistra Ecologia e Libertà come un nuovo soggetto politico della Sinistra unitario e plurale.
Non possiamo nasconderci che il cammino che abbiamo fin qui percorso è stato irto di ostacoli. Alcuni di questi derivano da difficoltà per così dire oggettive, che dipendono dalla crisi generale della sinistra e della politica in cui siamo immersi. Altri da limiti soggettivi abbastanza ben distribuiti. L’esempio pugliese ci dice però che tali ostacoli e limiti possono essere superati d’un balzo se si ha più coraggio politico e maggiore fiducia nel popolo della sinistra, nella sua generosità, nel suo entusiasmo, nella sua voglia di tornare ad essere protagonista del proprio presente del proprio futuro.
Per costruire un nuovo soggetto della sinistra abbiamo bisogno del consenso di più culture, di più esperienze, di più contributi teorici e politici. Costruire un nuovo soggetto non significa abiurare il proprio passato, significa invece riconsiderarlo criticamente, senza però disperdere la sua parte migliore. La storia del movimento operaio italiano è lunga e ricca di diverse tradizioni, molte delle quali originali. Nessuna di esse va dimenticata, tutte devono trovare spazio e attenzione in Sinistra Ecologia Libertà affinché possano concorrere a definire il profilo identitario e i caratteri programmatici di una Sinistra Socialista del XXI secolo.
La profonda crisi economica e sociale che stiamo attraversando ha messo a nudo le contraddizioni su cui si è sviluppata la lunga stagione neoliberista del capitalismo contemporaneo. Non se ne uscirà con qualche aggiustamento superficiale. Proprio la natura strutturale di questa crisi ci permette oggi di riproporre in modo più concreto il grande tema del superamento del capitalismo che caratterizza una vera forza di sinistra.
Non solo noi, quindi, ma direi l’Europa tutta e l’intero nostro paese hanno bisogno dei valori del Socialismo Italiano. Mi riferisco in particolare alle grandi narrazioni che hanno attraversato più di un secolo di storia, dal 1892, dalla nascita del Partito Socialista Italiano e ancora prima dalla nascita delle Leghe, delle Case del Popolo, delle Società di Mutuo Soccorso, delle Società Operaie che sono state determinanti per inverare la grande idea di solidarietà e di comunità. La filantropia socialista, l’umanesimo socialista sono stati protagonisti di un’educazione sentimentale verso l’accoglienza degli altri, il rispetto e la tolleranza nei confronti dei diversi.
Il socialismo italiano ha un grande futuro SULLE spalle e io sono convinto, che voi, compagne e compagni qui riuniti, lo saprete portare avanti con determinazione, orgoglio ed intelligenza. E a farlo insieme a molti altri, interpreti di altre storie, in Sinistra Ecologia e Libertà.
Buon lavoro, compagne e compagni socialisti, abbiamo tanto lavoro da fare insieme per trasformare radicalmente questo nostro paese nel nome della pace, del lavoro, della democrazia e della libertà.

Nichi Vendola
Bari - 1 febbraio 2010


Convegno della Sinistra Socialista

Convegno della Sinistra Socialista


di Carolus Felix

Roma, 02/02/2010
- Ieri 1 febbraio 2010 a Roma, nella sala congressi di via Cavour, si è svolto il convegno delle associazioni della sinistra socialista favorevoli a Sinistra Ecologia e Libertà, che vogliono proseguire il cammino verso il nuovo partito assieme alle altre componenti della sinistra italiana. Si sono focalizzate le prospettive attuali della politica italiana, in vista delle elezioni ragionali e, più a lungo termine, per la costruzione di una valida alternativa di governo, alla luce degli ultimi eventi trascorsi, ed in particolare, soffermando l’attenzione sulle dinamiche salariali, sulla questione lavoro, oggi punto focale di ogni concreta strategia di sviluppo del consenso.
Il congresso ha ricevuto una lettera di riconoscimento e plauso da parte di Nichi Vendola che ha ringraziato la sinistra socialista per il sostegno ricevuto durante la campagna delle primarie e ha ribadito, tra l’altro, che “non solo noi, ma direi l’Europa tutta e l’intero nostro paese hanno bisogno dei valori del socialismo italiano..il socialismo italiano ha un gran futuro SULLE spalle ed io sono convinto, che voi, compagne e compagni qui riuniti, lo saprete portare avanti con determinazione orgoglio ed intelligenza E a farlo insieme a molti altri, interpreti di altre storie, in Sinistra Ecologia e Libertà



Di seguito presento il mio intervento, con qualche aggiunta resa impossibile ieri dai tempi di discussione.


"Compañeros,

finalmente abbiamo l’occasione di vederci qui riuniti, dopo tanti incontri virtuali e tante comunicazioni sparse per il nostro paese. Il calore che sprigiona questa platea, che ci ha raccolto così numerosi, dimostra che il grande bisogno di incontrarsi non poteva che portare tutti noi a riconoscerci con lo stesso anelito e lo stesso obiettivo. Alcuni prima di me hanno posto l’accento sull’innovazione, in merito alla questione del lavoro, rilevando che non può esserci sviluppo e crescita senza avere nel contempo realizzato un grande sforzo di aggiornamento e di crescita degli strumenti formativi, gli stessi che possono rendere un paese realmente competitivo e concorrenziale, ma io direi piuttosto, anche originale nella sua proposta di civiltà. Perché mai come oggi, nella storia recente dell’umanità, il rischio della barbarie è sembrato incombere su masse sempre più numerose di esseri umani, privandole persino dei beni più essenziali, degli stessi bisogni vitali: l’aria e l’acqua. E quindi mai come oggi il motto “socialismo o barbarie” risulta più concreto ed attuale, in quanto la sua valenza è ormai autenticamente globale. Per realizzare questo grande sforzo innovativo, è necessario uno strumento essenziale, che è la scuola con un sistema di ricerca che ci metta in condizione di affrontare le nuove sfide globali mediante una preparazione adeguata e consona agli obiettivi da raggiungere. Però purtroppo, cari compagni, in Italia il sistema di formazione è stato recentemente ridotto al lumicino, devastato da tagli paurosi e laceranti che hanno costretto le scuole a vivere di elemosina con i contributi volontari delle famiglie, e con la devastante macelleria sociale di un personale che è stato per tanti anni “usato” e viene oggi “gettato” sul lastrico senza scrupolo alcuno. Oggi dunque la questione lavoro in Italia, non è una questione che si pone soltanto in termini economici, ma soprattutto in termini morali, etici, oltre che sociali. Sotto i nostri occhi si svolge il dramma quotidiano dei senza lavoro, degli incatenati alle gru, dei pernottanti sui tetti delle fabbriche, degli occupanti minacciati dalle squadracce, dei migranti bastonati e deportati per avere solo osato alzare la testa dalla loro condizione di schiavitù salariale, di quelli che muoiono nello stillicidio crudele e devastante delle morti bianche o di quelli che si danno fuoco, come ultima testimonianza del loro martirio di fronte alla crudeltà e all’indifferenza di un mercato capitalista privo di regole e di alcun fondamento morale. In questo Paese convive la tragica condizione di uno squilibrio pauroso tra contribuenti tartassati fino all’inverosimile e grandi plutocrati monopolisti che spesso fanno affari illeciti con organizzazioni criminali che producono una gran quantità di ricchezza ormai perversamente assimilata al nostro PIL, interdipendente con gli stessi meccanismi di sopravvivenza dalla bancarotta generale. Tanto che lo scudo fiscale, con cui anonimi profittatori hanno accumulato fortune ingenti e le hanno riciclate altrove, serve a riportarle ai beneficiari, pagando solo un misero 5%, un “pizzino” ai governanti di uno Stato che si è fatto carico di rappresentare prevalentemente i loro interessi criminali Di fronte a tutto questo, è necessaria e direi vitale una vera alternativa politica e più che in termini riformistici, direi in senso rivoluzionario. Se con rivoluzione vogliamo intendere quel processo per cui la politica finalmente si riappropria del suo compito originario: quello di dettare le regole necessarie all’equilibrio sociale e alla convivenza, ai valori cioè di fraternità, uguaglianza e libertà. La politica oggi in questo Paese è ostaggio di consorterie lobbistiche, che sono gli ultimi addentellati di un sistema corrotto ed autoreferenziale che sta portando l’Italia e gli italiani sul baratro della bancarotta e della secessione. Ci vuole dunque un grande sforzo “rivoluzionario” concreto e largamente condiviso di attuazione di un nuovo modello di democrazia partecipativa, che sostituisca alle clientele e ai perduranti feudalesimi e servaggi autoreferenziali che hanno fino ad ora prodotto corruttele e debiti stratosferici, l’intelligenza, l’innovazione, la responsabilità e il merito. La politica dunque deve tornare in mano a chi si merita di esercitarla. Nichi Vendola con la sua grande vittoria alle primarie e soprattutto con il suo paziente e tenace lavoro, con il suo concreto impegno innovativo, ha dimostrato, nel suo territorio e alla sua gente, di poter rappresentare un nuovo modello di governo, che ha il primo merito essenziale di aver rispettato i bisogni vitali dell’essere umano: l’aria depurata dalle diossine e l’acqua come bene pubblico non privatizzabile. Ha così posto un serio argine alla barbarie, perché noi, lo sapete bene, siamo fatti di acqua e di aria e privatizzare o inquinare questi beni vuol dire ridurre noi stessi a “materia prima” di un apparato che é proteso esclusivamente verso il suo auto potenziamento tecnocratico e timocratico, coniugando così barbaramente ed indissolubilmente la volontà di potenza e di potere, con l'accumulazione di profitto Noi socialisti vogliamo essere protagonisti di questa lotta contro i barbari, che ormai non solo hanno la pretesa di governarci ma anche di sottrarci le risorse vitali. Noi non rinneghiamo nulla del nostro passato e siamo decisi a lottare con tutto il valore ed il peso della nostra tradizione e della nostra cultura storica da sempre proiettata verso l’umanesimo ed il rispetto della dignità della persona. Giustamente Nichi Vendola ha ricordato che di questa tradizione fa parte a pieno titolo anche Bettino Craxi, che difese la dignità del nostro Paese a Sigonella e anche la dignità di un grande leader non socialista: Moro, quando fu calpestata e vilipesa dal terrorismo e dalle manovre di palazzo. Io aggiungerei anche quando difese la dignità internazionale del Socialismo dai macellai militari fascisti sudamericani e dalle truppe corazzate della nomenklatura dei paesi dell’est comunista. Noi però, cari compagni, non dobbiamo dividerci in lombardiani e craxiani, noi dobbiamo piuttosto rivendicare con orgoglio la nostra storia nella sua interezza, e condividerla con chi ha saputo vivere e superare la propria, o anche con chi, diversamente, ne ha un’altra che può arricchire il confronto e l’innovazione. Io capisco il travaglio dei comunisti italiani che hanno portato il peso di una grande responsabilità e anche di vari errori; anche i socialisti hanno fatto in passato molti errori, anche Craxi ne fece. Sappiamo quante e quali persone lo circondarono e con quale rovinoso effetto, sappiamo che la voglia smodata di esserci a tutti i costi, spinge tuttora alcuni di loro a cercare il potere fine a se stesso. Sappiamo anche dell’incoerenza di quei comunisti che, pur partecipando a manifestazioni per la pace, votarono la fiducia ad un governo di centrosinistra impegnato in guerre e nell’aumento spasmodico delle spese militari, varando leggi che hanno sovvenzionato scuole private ed aumentato la precarizzazione, senza risolvere in alcun modo il conflitto di interessi Ma sappiamo anche con certezza che il centrosinistra è oggi morto e sepolto proprio a causa di questi errori. E ora non può nemmeno resuscitare, dato che i rappresentanti del PD tendono più al centroalquadrato piuttosto che ad una formula rinnovata di centrosinistra, con l’ulteriore umiliante risultato di sentirsi dire da Casini che lui no, davvero non è la stampella del PD, un PD che non potrà certo gettare quella stampella di nuovo con uno pseudoeroismo alla Toti, per tornare nel suo splendido quanto illusorio isolazionismo veltroniano. Noi dobbiamo dunque costruire un’alternativa politica inversa, magari questa volta di sinistra-centro, facendo appello al popolo socialista, e tornando ad usare un vocabolario della politica in cui socialismo non sia più erroneamente sinonimo di “ladro”, ma piuttosto di “sinistra”, come accade naturalmente e legittimamente in tutti i paesi del mondo e come è stato dalle origini della storia del movimento dei lavoratori italiani, già dal XIX secolo La grande proposta di una V Internazionale Socialista che raccolga il consenso di tutte le forze della sinistra socialista mondiale, deve essere accolta con entusiasmo, indipendentemente da chi la lancia, perché nessuno potrà pretendere mai di assumerne la guida o l’egemonia, in quando essa deve essere fondata su un nuovo concetto di politica partecipativa. Che proviene dal basso, dalla gente, dai movimenti e dalla società civile, dai popoli, compresi i migranti e gli indigeni. Essa si fonda però su un assunto semplice: capitalismo e sopravvivenza della specie umana sulla terra non sono più compatibili. Lo confermano sia gli scienziati che i teologi ormai, almeno quelli che riescono ancora a guardare il futuro con occhi trasparenti e non ancora opacizzati dal monopolismo che ormai, come ultimo fronte da sfondare a proprio uso e consumo, si scaglia proprio contro la scuola e la cultura. Chi vi parla combatte su quella linea del Piave sempre più minacciata e vilipesa, tanto che ormai coloro che scendono in campo per difenderla, sono definiti dagli oligarchi del potere asservito al profitto, come dei guerriglieri. Ebbene se le cose stanno così, mi vedete, io sono un guerrigliero e non ho alcuna paura. Compagni, il popolo socialista deve avere un sussulto di eroico slancio e superare e contrattaccare da questa linea, per avere finalmente la sua vittoria. E per far questo le avanguardie che ci sono qui devono espandersi e coinvolgere le masse, invitandole a combattere sullo stesso fronte. Non ci riusciremo mai se ci divideremo persino tra noi, e a chi insegue tragici ed umilianti armistizi diciamo evangelicamente: “lasciate che i morti seppelliscano i morti” perché la loro battaglia è già persa in partenza: sono in partenza già morti e sconfitti. Come dice invece giustamente Nichi Vendola: noi abbiamo un grande futuro sulle spalle, con valori che sono munizioni inesauribili, si tratta solo di distribuirli, si tratta solo di dare il buon esempio, ciascuno combattendo in prima persona. E saremo tanti e cresceremo...

..hasta la victoria siempre! Venceremos!"


mercoledì 3 febbraio 2010

“IL PARLAMENTO SI DEVE OCCUPARE DELL’INTRECCIO TORBIDO DEL 1992″

“Le notizie corredate da fotografie riportate dal ‘Corriere della Sera’ intorno al vertice dell’allora ‘magistrato-eroe’ di ‘Mani Pulite’ con agenti dei nostri e altrui servizi segreti nel corso della fase cruciale dell’inchiesta sull’allora segretario nazionale del Psi, forza di governo del Paese, appaiono inquietanti ed esprimono, molto piu’ di ricostruzioni e congetture storiche, un quadro limpido dei torbidi intrecci che segnarono questa vicenda”.

E’ quanto afferma in una nota Bobo Craxi, dei Socialisti Uniti-Psi.

“Penso che il Paese – aggiunge – abbia il dovere di conoscere e approfondire certi dettagli storico-politici e credo che l’on. Di Pietro debba delle spiegazioni. Penso anche che il Parlamento dovrebbe dar vita a una commissione di inchiesta per conoscere la verita’ dei fatti, quale fosse il ruolo dei nostri servizi nella vicenda ‘Mani Pulite’, quali gli agganci internazionali, se di determinati intrecci fosse informato l’esecutivo dell’epoca o se una parte delle nostre istituzioni abbiano lavorato per il sovvertimento democratico dello Stato,

gettando le basi per un ‘golpe’ post moderno”.